
Hello True Belivers!
Per chi come me è cresciuto leggendo i Fumetti Marvel, riconoscerà sicuramente questa frase: il tipico saluto di Stan “the Man” Lee, uno dei fondatori e per tantissimi anni la faccia della Marvel Comics.
Come me, milioni di persone hanno appreso la notizia dell’improvvisa morte di Stan lo scorso Lunedì 12 novembre 2018, e come me molti sono rimasti colpiti da uno shock improvviso.
Perché Stan Lee, non era solo questa figura quasi mitologica, Stan Lee, o meglio per come lo chiamiamo noi fan affettuosamente Stan, era molto di più di un semplice creatore di fumetti.
Stan ha di fatto ideato la Marvel Comics, inventando l’80% degli eroi classici Marvel come I Fantastici 4, Spider Man, Iron Man, Hulk, Daredevil, gli X Men, dr Stange, Silver Surfer, Black Panther, Capitan America, Ant Man e tantissimi altri.
Ma ha anche reso celebre il Marvel Style: tecnica di creazione dei fumetti in cui lo sceneggiatore crea la base della storia, il disegnatore crea le tavole, e relative vignette singole, a suo gusto e fantasia personale per poi permettere allo sceneggiatore di completare l’opera creando i dialoghi direttamente sui disegni. E soprattutto ha gettato le basi per quello che all’epoca fu una rivoluzione nel mondo dei fumetti.
Il merito di Stan Lee fu proprio di creare eroi che, diversamente a quello che il resto del mercato offriva erano molto più profondi e complessi. Eroi che erano anche uomini, con problemi reali a cui tutti si potevano immedesimare o che tutti avevano vissuto.
Il ragazzino orfano, il milionario playboy alcolizzato, il vigilante cieco, il professore che se si arrabbia devasta ogni cosa. Ogni eroe Marvel ha almeno un problema, una falla, un vizio che li rende più reali, più credibili, più accessibili, più umani. Stan “the Man” Lee è stato capace di tradurre lo stato d’animo di una generazione nascente nelle pagine di carta di semplici fumetti.
Fumetti che hanno aiutato nel corso degli ultimi 45 anni ad insegnare ad adulti e bambini certi importanti valori che oggi diamo per scontati, ma che nei primi anni 60 erano motivo di agguerritissime lotte: rispetto, uguaglianza, solidarietà, moralità, la differenza tra il giusto e lo sbagliato.
Ma Soprattutto lui era Stan Lee, lo zio che tutti avremmo voluto avere, il vicino di casa pazzerello che ti racconta delle storie assurde che per quanto sembrano impossibili e surreali, ti divertono tantissimo.
Certo Stan non era uno stinco di santo, qualche bugia (qualche centinaio) le ha dette, quelle due o tre carognate (almeno lavorativamente parlando) le ha fatte, qualche stupidissimo errore (anche grave) lo ha commesso. Ma proprio come le sue creazioni Stan Era un Uomo, era L’Uomo.
Grazie alle sue creazioni noi fan abbiamo sognato, abbiamo sperato che un ragno radioattivo ci mordesse, o che i raggi cosmici ci donassero incredibili poteri, e stiamo ancora aspettando. Ma Stan era un uomo e in quanto tale poteva ed ha sbagliato. Ma visto che ci ha lasciato vogliamo ricordare il bene che ha fatto, che sicuramente, fantasticamente sorpassa infinitesimamente i suoi errori.
Se questo fosse un fumetto sapremmo tutti che è solo una questione di tempo prima che lui possa tornare in vita, o magari adesso Stan si trova sulla Luna con Uatu l’osservatore a guardarci dall’alto inventando nuovi supereroi. O forse si è riunito al suo vecchio collega Steve Ditko, anche lui scomparso pochi mesi fa, ed insieme a Spider Man stanno volteggiando per i grattaceli della loro New York, e se chiudo gli occhi me lo posso immaginare volteggiare tra i grattacieli gridando… “Excelsior!”





Il finto profilo doveva ovviamente avere un volto che non era il mio. A tal proposito ho utilizzato l’aspetto di un modello spagnolo Jon Kortajarena, prendendo le foto dal suo profilo Instagram. Onestamente non ero preparato a quello che sarebbe successo. Marco, questo il nome che ho scelto per il profilo, che per inciso è il mio primo nome, ha ottenuto più di 45 compatibilità nell’arco di 21 ore. Una valanga di compatibilità con cui ho parlato, in alcuni casi anche flirtando. Alla 22esima ora ho deciso di sospendere l’esperimento, poiché ho ritenuto abbastanza confermata l’idea iniziale.




















Non voglio percorrere ulteriormente il territorio dello spoiler, salvo per dire che i legami familiari sono radicati nel DNA di questo copione. Non solo Quinn ed Ego, ma Star Lord e suo padre surrogato, Yondu (Michael Rooker), il capo del Ravager che prima ha rapito Quinn da bambino e poi l’ha usato nella sua battaglia tra cacciatori di taglie.

Immaginate di essere un ragazzino, i genitori muoiono di fronte a voi, e vi ritrovate in una città sconosciuta. Sappiamo cosa è successo a Bruce Wayne quando ha assistito alla morte dei suoi genitori: è diventato un vigilante ossessionato e cupo. La storia di Danny Rand è un po’ diversa. Anche se torna a casa dopo 15 anni e scopre quanto è cambiato, è ancora abbastanza ottimista. Forse ha a che fare con la formazione e l’educazione che ha ricevuto. Forse ha avuto tutto il tempo di scatenare rabbia o frustrazione durante le sue esperienze. In ogni caso, è semplicemente più equilibrato di personaggi come Daredevil e Jessica Jones. È piacevole vedere un personaggio che ha una prospettiva più positiva sulle cose. Questo non vuol dire che Danny si vedrà in giro con un grande sorriso sul suo volto. Quando il momento arriva non esita ad agire. Questo, in una serie Marvel vuol dire: menare con calci e pugni un sacco di gente. Insieme con le sue abilità di arti marziali, ha la capacità d’incanalare il suo Chi, così da poter attingere l’energia sovrumana derivata dal cuore del serpente mistico Shou-Lao. Almeno, questa è la spiegazione fornita nei fumetti. La linea di fondo, però, è lo stesso: il suo pugno si illumina e diventa una arma devastante.
Nei fumetti, K’un-Lun è una delle “Capitali del Cielo” ed esiste in un’altra dimensione. La città appare solo nel regno terreno ogni 15 anni. Gli appassionati di fumetti si saranno chiesti come K’un-Lun potesse essere utilizzata dagli autori, se si ipotizzava e se potesse esistere effettivamente in un’altra dimensione. Danny lo spiega ad a un medico in uno dei primi episodi. Spesso gli elementi dai fumetti devono essere cambiati per la camera ma lo si può fare in maniera intelligente e per nulla cliché. K’un-Lun e il tempo che Danny vi ha trascorso sono una parte enorme di quello che forma il suo personaggio.
Durante il San Diego Comic-Con del 2016, Netflix ha mostrato un teaser per la serie The Defenders. È ormai noto che Iron Fist si unirà a Daredevil, Jessica Jones, e Luke Cage per fronteggiare una grossa minaccia. Mentre si guarda la serie di Iron Fist, lo spettatore fa la conoscenza con diverse parti di New York. Ritornano alcuni volti familiari, che fungono da trade union con gli altri personaggi dell’universo Marvel. Claire Temple, interpretata da Rosario Dawson, è diventata amica di uno dei personaggi che Danny incontra. Temple è l’ex infermiera che ha utilizzato le sue conoscenze per aiutare Daredevil, Jessica Jones, e Luke Cage. Sta diventando la Stan Lee della Marvel Universe Netflix, tanto da fare apparizioni in tutte le serie finora realizzate. Jeri Hogarth, interpretata da Carrie-Anne Moss, è stato introdotto nella serie Jessica Jones. Il suo personaggio è stato liberamente tratto Jeryn Hogarth, uno degli avvocati che lavora per Danny Rand nei fumetti. Si può facilmente immaginare che conoscere un avvocato, può essere utile quando il mondo crede che fossi morto da 15 anni. Misty Knight, introdotta in Luke Cage, dovrebbe apparire in uno degli ultimi episodi. Poi ci sono un paio di cattivi…
Ricordate Madame Gao da Daredevil stagione uno e due? Lei stava vendendo eroina che aveva riportava sul pacchetto un simbolo di serpente. Quel simbolo è simile al “tatuaggio” sul petto di Danny Rand. Quando Daredevil la affrontò, lei lo fece volare semplicemente con il palmo della mano. Rumors teorizzato che il personaggio abbia visitato K’un-Lun a un certo punto della sua, apparentemente, lunga vita. È possibile che possa rivelarsi una versione della Madre Gru della serie a fumetti “Immortal Iron Fist”, del 2007. La Madre Gru era un mistico e anche il sovrano di una delle altre leggendarie “Capitali del Cielo”. Se questo è il caso, Iron Fist avrà decisamente pane per i suoi denti. Anche la Mano fa il suo ritorno: un esercito di ninja malvagi non è mai una buona cosa.


L’anno è il 2029 e non nascono più mutanti da 25 anni. La maggioranza della razza mutante è morta e Wolverine alias Logan (Hugh Jackman) ora utilizza il suo nome di battesimo, ovvero James Howlett e si guadagna da vivere come un autista di limousine. I suoi poteri di guarigione hanno ormai iniziato da tempo a diminuire. Inoltre, per completare il tutto, Logan si trova ad accudire, in una struttura abbandonata vicino al confine degli Stati Uniti e Messico, il vecchio e malato professor Charles Xavier (Patrick Stewart), ora novantenne e classificato da parte del governo degli Stati Uniti come “arma di distruzione di massa” proprio a causa della sua incapacità di controllare al completo i suoi poteri mentali.
Questa è la premessa del terzo capitolo della saga dedicata al celeberrimo mutante con gli artigli di adamantio. Diretto da James Mangold, già regista di Wolverine l’immortale, Logan è il punto di arrivo di un raccordo iniziato diciassette anni. Logan è un film che non teme il confronto con il cinema mainstream, poiché anche se Logan si ispira liberamente alle famose graphic novel Marvel “Old Man Logan” e, “La Morte di Wolverine” (anche se in pochi hanno colto questo adattamento), il film ha molto di più in comune con pellicole del calibro di The Grey di Joe Carnahan. 








Che siate nerd o no, speriamo che questa lista possa aiutarvi a scegliere il vostro film di Natale per quest’anno! Buon Nerd Natale e felice anno nuovo!!!













