statistiche gratuite

Spiderman, tu sei l’uomo ragno!
Spiderman, che forte sei tu!
Spiderman, la tua ragnatela,
Spiderman, ti porta lassù!

Più in alto, più in alto,
tu vai, tu vai, tu vai,
nessuno ti sfugge,
non c’è bandito che si salvi da te!

Iniziava così la sigla del cartone animato anni ’60 dell’Uomo Ragno. E fin dall’anno della sua creazione, Spider-Man è stato uno tra i supereroi più amati di tutti i tempi. Purtroppo però, la versione cinematografica di questo beniamino delle masse non ha mai avuto al 100% una pellicola che accontentasse tutti. Perché sebbene nel 2000 quando per la prima volta, Sam Raimi, fece un lungometraggio dedicato al sempre amichevole arrampicamuri di quartiere, c’era qualcosa che comunque mancava, il personaggio Peter Parker, alter ego del supereroe, interpretato da Tobey Maguire, era quello giusto però Spider-Man era troppo “silenzioso”.

Quando pochi anni dopo la Sony ripropose il personaggio con Amazing Spider-Man, con Andrew Garfield come protagonista, il personaggio di Spider-Man era azzeccato, era spiritoso, irriverente e soprattutto eroico, ma purtroppo il personaggio di Peter Parker non era credibile. Quindi i fan ormai si erano rassegnati avere due franchise che rispecchiavano solo parzialmente quello che era il personaggio che tutti volevano vedere.

E poi avvenne il miracolo, la Sony e la Marvel Studios fecero l’accordo commerciale che permise alla Marvel Studios di fare un film sull’Uomo Ragno: Spider-Man Homecoming. E che piccola gemma è stata! Homecoming è sotto molti punti di vista quello che tutti noi fan aspettavamo da un film sull’Uomo Ragno, per la prima volta è stato scelto un vero teenager per fare la parte del teenager più famoso dei fumetti, il bravissimo attore inglese Tom Holland, che riuscito a caratterizzare il personaggio di Peter Parker eccellentemente, sia con che senza la maschera, regalandoci un ragazzino con i super poteri che non sa come utilizzare e che sta cercando di trovare il proprio posto in un mondo più grande di se stesso. E contemporaneamente interpretando magistralmente il ruolo del super eroe mascherato che semplicemente non riesce a chiudere la bocca.

Per non parlare poi del cattivo di questo film, l’Avvoltoio, interpretato dal meraviglioso Michael Keaton, che non è nuovo al genere supereroistico poiché alla fine degli anni 80 interpretò il primo Batman per la regia di Tim Burton. C’è da sottolineare che è quanto mai simbolico che nel primo film della Marvel Studios sull’Uomo Ragno, sia stato scelto l’Avvoltoio come primo nemico, poiché proprio Adrian Toomes è il primo super cattivo che Peter Parker incontrò nella sua carriera da vigilante nelle pagine di Amazing Fantasy, rivista che proponeva agli esordi le prime avventure di Spider-Man.

Il problema dei precedenti film su Spider-Man erano le minacce che doveva affrontare il protagonista, di livello troppo alto, quasi globali, mentre l’eroe creato da Stan Lee è realmente un eroe di quartiere. Il punto di forza del personaggio Spider-Man è sempre stato la sua capacità di essere in contatto con i suoi “vicini di casa” e di affrontare minacce tutto sommato non enormi ma comunque pericolose, tendenza che ormai nei film dei supereroi moderni tende a sparire.

Ogni volta che Capitan America o Iron Man e gli Avengers affrontano un nemico, questo minaccia l’intero mondo, ma Spider-Man no. Ed è questa la forza di Homecoming, la capacità che ha avuto di riportare all’origine quelle che erano le premesse di un personaggio in cui tutti potessero immedesimarsi, cosa che la Marvel Studios da questo punto di vista ha fatto egregiamente.

Una nota va spesa anche in favore di Marisa Tomei, che nel film è la famosa zia May, tutrice legale di Peter dopo la morte dei suoi genitori. Dopo anni passati a vedere la zia di Peter come una vecchina indifesa, in Homecoming vediamo una donna di mezz’età, ancora molto bella, piena di vita e, diciamocelo pure, sexy, che affronta il mondo moderno con freschezza e gioiosità.

L’elemento principale che rende questo film meraviglioso è proprio l’adattamento con i tempi. Peter Parker non è un ragazzino di un liceo negli anni ’60 ma un liceale degli anni 2000, con tutto quello che ne consegue. Anche il personaggio di Tony Stark, già conosciuto negli altri film della Marvel Studios, è una figura importante del film ma contrariamente a quello che molti credevano non è “prepotente” ai fini la storia. Come tutti i film anche questa pellicola ha qualche elemento stonato, ma sono tutti i dettagli che sono facilmente perdonabili se visti della visione d’insieme.
Per i nerd è 5 su 5.