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Ciao a tutti amici nerd! Oggi la vostra Grayfox_001 porta aria di novità.

Esattamente in data di ieri a La Gilda di Bologna (laboratorio ludico per giocatori e giocatrici di ruolo, da tavolo e di carte che ogni due domeniche del mese si rinusce nella sede del Cassero) è stato presentato un nuovo gioco da tavolo altamente ironico e irriverente. Si tratta di Lobbies, il nuovo gioco di carte tutto italiano a tematica LGBTQI*. Nato grazie al lancio di un crowdfunding su kickstarter ha raggiunto ben oltre gli obbiettivi di raccolta arrivando a 6,523 euro consentendo così ai ragazzi di La Gilda di creare concretamente questa nuova realtà di intrattenimento. Ho avuto modo di parlare con Andrea Porati, uno dei creatori del gioco che si è gentilmente reso disponibile a rispondere a qualche domanda:

Cosa tratta Lobbies?

È un gioco sulla comunità LGBTQI autoironico e parte dal presupposto che la lobby LGBTQI esiste, ma invece di essere coesa e quindi guadagnare qualcosa è divisa, frazionata e combatte una contro l’altra. Fa riflettere sulla comunità, per divertirsi con gli stereotipi e, in qualche modo, demolirli rendendosi conto di questa situazione.”

Qual è lo scopo del gioco?

“Il suo scopo è quello di chiudere il numero maggiore di eventi superando le difficoltà degli avversari e totalizzare dei punti influenza che determinano chi è il vincitore e quindi la lobby che predomina in città e emerge rispetto alle altre.”

Perché lo avete creato? Quale pensate sarà la risposta del pubblico?

“Speriamo buona. Tutto sommato si stanno divertendo, quindi pensiamo positivo. lo abbiamo creato perché sia nei negozi che nelle fiere ci potesse essere un prodotto dedicato e quindi un ipotetico adolescente nerd gay possa trovare prodotti per se o che legittimizzino il suo appartenere al mondo nerd pure essendo ciò che si è, ciò che è, ciò che siamo. Per avere anche in italia una visibilità e un prodotto di questo tipo.”

Ci saranno altre tappe per il lancio di Lobbies? Se si quali saranno?

“Ci sono tante presentazioni che stiamo facendo in giro. A seguito di Lucca si sono attivate una serie di collaborazioni e interessi che non immaginavamo. Il percorso del gioco è quello di andare in stampa e distribuirlo ai nostri backer e poi distribuirlo a tutti tramite punti vendita ecc. Per il progetto in se è continuare a fare questo tipo di azione e cioè andare in altre ludoteche e gruppi di gioco e presentare questa tematica, anche nei confronti di chi non è così all’interno. Si gioca a interpretare nani e quant’altro, ad andare nello spazio e si può anche essere una lobby gay e divertirsi in questo modo. Lo scopo è anche questo: fare entrare giocatori che non centrano nulla e farli entrare nel nostro mondo.”

Dopo la presentazione al pubblico si è passati alla sessione di gioco in cui è stato possibile testare Lobbies. Ho assistito esternamente al play test (vorrei poter dire che era per seguire meglio e in maniera professionale le sue meccaniche, ma la verità è che non c’era più posto…sigh!), ma poco male, perché grazie allo zelante aiuto di Riccardo Gandolfi, uno dei membri di La Gilda, io e gli altri partecipanti siamo stati indottrinati a questo folle mondo di guerriglia contemporanea.

Ci sono 4 lobby tra cui poter scegliere e ogni mazzo è illustrato da un autore diverso:

La lobby ATTIVISTI si distingue per l’impegno sociale e politico. (Illustrato da Giopota)

La lobby QUEER, gli eccentrici della comunità, forti e versatili. La parola sobrietà non fa parte del loro vocabolario. (Illustrato da Jacopo Camagni)

La lobby UPPER CLASS caratterizzati da gruppi massonici e modaioli della società detentori di grandi quantità di denaro. (illustrato da Flavia Biondi)

E infine troviamo la lobby degli EDONISTI coloro che vivono la vita sempre al massimo, senza freni. (illustrato da Mush Dirty Kawaii)

Come detto in precedenza lo scopo del gioco è quello di portare prestigio alla propria lobby allestendo il maggior numero di eventi in città e ostacolando quelli degli avversari tramite carte e abilità speciali. Le condizioni di vittoria vengono determinate da 4 diverse carte scenario due dei quali sono competitivi e vedranno le lobby in lotta tra di loro senza esclusione di colpi, uno semi competitivo in cui la città è divisa a metà e contesa tra i giocatori alleati 2 contro due e, infine, uno scenario collaborativo in cui le 4 lobby dovranno unirsi superando le loro differenze per un bene comune: lanciare il pride.

Finita la sessione di gioco ho deciso di chiedere un’impressione a caldo a due dei partecipanti sulla loro esperienza.

  C.: “Il gioco è esteticamente ben costruito e ho trovato interessante il fatto che ogni lobby fosse illustrato da autori diversi e di vedere sulle carte volti conosciuti e che fanno parte del proprio mondo mentre si gioca. In quanto il gioco in se l’ho trovato molto carino e interessante, ma non immediato: come tutti i giochi a risorse richiede riflessione e le varie combinazioni che si possono creare ad ogni turno lo rendono particolarmente interessante. La mia idea totale è che è un gioco estremamente divertente, non ideale per i principianti ai primi approcci. Dopotutto la gilda è una comunità di nerd veterani e un gioco troppo facile non sarebbe stato apprezzato”

M.: “Lo trovo molto divertente, perché al suo interno ci sono diverse reference al mondo LGBTQI e divertendosi con le carte si può anche imparare quali sono le figure più importanti a livello italiano e non di questo movimento. Lo trovo un gioco molto ben strutturato già dalle prime fasi di elaborazione e in più in questo gioco ha avuto molti miglioramenti rendendolo più inclusivo offrendo non solo più identità di genere all’interno delle illustrazioni delle carte, ma offrendo anche aiuto ai giocatori a livello grafico. Ad esempio i 4 colori che distinguono le lobbies sono accompagnati da dei simboli per venire incontro a persone con difficoltà come la discromia o daltonia. Sono molto contento che hanno fatto questi miglioramenti e che il gruppo gilda abbia portato avanti questa campagna promozionale in quasi tutta italia. Sono davvero contento che un gioco con questa audacia, autoironia e autocritica possa emergere.”

Come potete intuire dalla sua dichiarazione il secondo playtester intervistato ha seguito fin dall’inizio la nascita e gli sviluppi del gioco e, inoltre, una delle carte del gioco è ispirata proprio a lui.

Nella mia esperienza, seppur indiretta, trovo che Lobbies sia un gioco rivelazione. Nonostante inizialmente avessi delle perplessità, poiché tratta un tema molto delicato e facile a polemiche, il gruppo de La Gilda è riuscito con ironia e sensibiltà a trattare argomenti del mondo reale senza mai scadere nel banale o nell’offensivo, rendendo possibile anche a chi non fa parte della comunità LGBTQI di interfacciarsi e riconoscersi con essa, in quanto le “lobbies” vivono degli stessi stereotipi di tutta la società, ricordandoci che tutti, prima del loro orientamento sessuale, sono persone come le altre.

Dalla vostra Grayfox_001 è tutto e vi ricorda che per rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità e curiosità del mondo nerd il posto è uno solo: Nerd Attack! Alla prossima amici lettori!

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