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Ciao tutti amici di Nerd Attack! Eccoci ritrovati ad una nuova recensione. Stavolta parleremo del Modena nerd 2018! È appena terminata la terza edizione e molte sono state le sorprese. Con un traguardo di ventunmila visitatori ha offerto la possibilità di fare diverse esperienze, ed è tra le poche fiere che rispecchiano il nome che portano.

Ma facciamo un passo indietro e cominciamo dall’inizio di questa avventura.

Il Modena Nerd si è svolto il 15 e 16 settembre 2018 al polo fieristico di Modena, e tutti i contenuti offerti al pubblico sono assolutamente a tema, toccando gli interessi più svariati del nerd grande e piccino!

Il padiglione A, il più grande di tutti, si trova alla sinistra del grande corridoio centrale, ed è dedicato alla zona mercato e al fumetto, oltre a contenere una area palco.

Come zona di mercato non era così comune come poteva apparire: la varietà commerciale dei suoi standisti era abbastanza variegata e ben distribuita, oltre le classiche fumetterie con i merchandise classici ormai immancabili in qualunque fiera, e diversi stand gastronomici. Particolare la presenza di alcuni stand  con la possibilità di acquistare console e videogiochi retro game ormai sempre più popolari e sempre più difficili da reperire, bramati dai nostalgici desiderosi di rivivere le avventure del passato. Difatti proprio in questi le persone si accalcavano alla ricerca dell’occasione (me compresa, lo ammetto) sperando nel colpo di fortuna. In un caso era possibile fare scambi o rivendere il proprio usato, cosa poco comune in fiera. C’erano anche diversi stand di fumetterie dedicati interamente alla vendita di serie concluse (sia orientali che occidentali), ricolme di occasioni da non farsi scappare per i veri collezionisti.

E’ stato dato modo di intrattenersi con artisti più e meno noti, tutti sicuramente amati dal proprio pubblico. Nell’area Artist Alley è stato possibile incontrare grandi autori del panorama del fumetto italiano come Mirka Andolfo (ControNatura, Sacro e Profano, ecc), Marco Bucci e Jacopo Camagni (Nomen Omen, Memento Mori), Samuel Spano (Nine Stones), Gigi Cavenago (Dylan Dog) e molti altri ancora, anche di fama internazionale, ma, non me ne vogliano, davvero troppi per citarli tutti in questa sede. Nell’area Autoproduzioni abbiamo amabilmente chiacchierato con Marco “Tarma” Tarquini (Non aprite quel pacco), di cui stimo molto il lavoro ma ve ne parlerò in futuro, presente con altre stelle emergenti come Fraffrog e Cartoni Morti. Insomma, come potete facilmente intuire ce n’è per tutti i gusti.

L’area palco del padiglione A è stata vetrina per intrattenimento di varia natura: concerti, esibizioni di doppiaggio sia tradizionale che cantato con la partecipazione di Alberto Pagnotta, giochi e curiosità di vario tipo. Un esempio è stato il gioco dei “cliché del cinema” commentato e moderato da Violetta Rocks e Adrian Fartade di Link4Universe. Interagire tramite il gioco con il pubblico ha fatto sì che si creasse un ambiente di dibattito rilassato e amichevole, rendendo tutto il contesto molto giocoso. Riuscire a fare tutto questo in un’area con tanto frastuono e un notevole via vai di gente non è facile impresa. In molti si sono fermati ad assistere con interesse e diversi hanno interagito con domande e commenti. Insomma ragazzi, per farla breve, tanti pollici in su per questi talentuosissimi ragazzi che, nonostante la giovane età, ne sanno davvero a pacchi. E il settore dedicato ai Lego? Sì, cari amici nerd: una cospicua fetta del gigantesco padiglione era occupata da tavoli con sopra una miriade di mattoncini Lego nella zona adiacente al palco, con enormi diorami realizzati per l’occasione, a tema Star Wars, attacco al castello, e persino la casa di Dylan Dog, opere davvero mozzafiato, senza contare la possibilità di cimentarsi in loco per grandi e piccini con una grande quantità di mattoncini. Ho provato enorme invidia per la bellezza di queste opere: io al massimo riuscivo a fare il classico muretto triste di mattoncini senza senso alcuno…sigh! Per concludere con questo padiglione, da segnalare la presenza di uno stand di tatuatori “Baker Street Tattoo”, che offriva la possibilità di tatuarsi proprio lì, nel corso della fiera. Devo dire di essere rimasta inizialmente interdetta, ma a ben pensarci, la possibilità di farsi fare un tatuaggio a tema nerd in fiera è una figata pazzesca.

Il padiglione C, che si trova all’estremità del padiglione A a cui è collegato da un corridoio che è stato allestito a “scuola di spada laser”, è stato adibito come area spettacoli.

Dotato di una zona palco con megaschermo dove si sono tenuti i concerti dei Gem Boy e Cristina D’Avena, ma anche argomenti di discussione, curiosità sul mondo nerd e “incontri” con i beniamini del mondo tubico e non solo. Infatti il padiglione, a parte il palco ed una zona transennata per gli incontri con gli Youtuber (come ad esempio Player Inside, ormai ospiti fissi della manifestazione), era tristemente vuoto, ed utilizzato dai visitatori per riposarsi quando non si svolgevano attività “degne di nota”. Personalmente, mi è dispiaciuto un poco non soffermarmici di più in questa come altre aree tipo conferenze o i vari workshop: il programma era vasto, ed ho dovuto operare delle scelte, a malincuore, perchè molti argomenti erano estremamente interessanti, ma non potevo essere ovunque. Tuttavia, basta osservare il programma per rendersi conto della validità degli argomenti proposti al pubblico, super attuali e molto vicini a noi tutti, che mostrano anche con occhio clinico l’applicabilità nel mondo lavorativo.

Il padiglione B, invece, si trova alla destra del grande corridoio d’ingresso, ed è stato completamente dedicato al mondo dei giochi, sia da tavolo che, soprattutto, a tutto il panorama videoludico, dalle console ai cabinati, con ampio spazio per le competizioni videoludiche.

Infatti, oltre alla presenza di un imponente ring per scontri 1 vs 1 su vari titoli come Tekken, Street Fighter ed Hearthstone, era possibile partecipare ad una miriade di tornei a squadre ed in singolo di diversi esports, ma anche provare nuove strumentazioni di realtà virtuale e simulatori di car racing sia in VR che con postazione a veicolo. Ampio spazio è stato dedicato anche al retrogaming, con mini cabinati da tavolo.

Nonostante l’atmosfera potesse sembrare competitiva per l’alto numero di tornei, si poteva respirare un’aria oserei dire familiare, nel senso, c’erano proprio tante famiglie con i propri figli piccoli, e si poteva assistere a scene del tipo la madre che insegna al figlio a giocare a Tetris, o coppie di fidanzati, con lui che insegnava a lei (e in qualche caso viceversa) a giocare a videogiochi moderni e non. Insomma, il Modena Nerd ha portato la prova tangibile che i videogiochi possono portare amore, unione ed intrattenimento positivo nella vita delle persone, al contrario di quanto spesso viene strillato nei titoli dei giornali.

C’era anche un secondo ring, quello che meno ti aspetteresti ad un comicon, e la cui presenza ha suscitato in me non poche preoccupazioni, lo ammetto, perchè temevo fosse troppo lontano dal contesto in cui si trovava, o si rivelasse una baracconata: parlo del ring da wrestling, che occupava la parte centrale del padiglione B. I miei timori sono svaniti assistendo ad una delle esibizioni che si sono svolte su quel ring, richiamando lo spirito nostalgico che mi ha portato alla mente quei giorni in cui seguivo i match della WWE in tv da ragazzina. I wrestler si sono esibiti fomentando positivamente l’attenzione del pubblico, me compresa, con tanti intorno a me che commentavano con nostalgia e cori di incoraggiamento. E’ stato davvero un bel momento.

Immancabile, ovviamente, la gara cosplay, anche qui doppia: una il sabato non competitiva, l’altra la domenica invece competitiva con selezione CNC, gestita sempre dall’ente Epicos, ma stavolta presentata da Andrea Rotolo e Luca Gismondi, che hanno fatto le veci dei cari Luca Panzieri e Chiara Madonia, impegnati al Palermo Comicon, come vi avranno informati i miei capi Nerd Attack. Anche qui abbiamo avuto la presenza di una folta giuria per la gara CNC, 7 membri stavolta, composta da Niccolò Bacci, Alessia Mainardi, Isabella Bianchi, Giovanni Sighinolfi, Evaristo Pala, Silvia Minella, e, sorpresa sorpresa, io! (zan zan!)

Come sempre Epicos ha gestito con zelo e cura la gara, che ha avuto un alto numero di partecipanti alla prima esperienza sul palco, che in considerazione di ciò meritano tante lodi.  Ciononostante, si sono distinti Giada Lenzi come vincitrice assoluta del Modena Nerd 2018, e Denise Capanna al secondo posto.

Permettetemi una piccola parentesi personale del dietro le quinte, senza scendere troppo nel dettaglio. Non è stata la mia prima volta come giurata in una gara cosplay, ma è stata la prima in un contesto così grande. Nonostante l’alto numero di giudici presenti, che parrebbe stia diventando una prassi, è stato bello confrontarsi nel rispetto reciproco con persone altamente competenti ognuno nei propri settori e magari con priorità diverse nei parametri di giudizio, arrivando comunque ad una valutazione finale unanime e condivisa, cosa che pensavo impossibile mettendo così tante teste insieme. Fare il giudice è un compito ingrato a volte perchè si vorrebbero assegnare spesso più premi di quelli a disposizione, vedendo l’impegno e la passione di quanti calcano il palco, ma  trattandosi di una gara, è giusto che vengano compiute scelte e premiati i migliori. Ugualmente, sono felice di aver preso parte a questa esperienza insieme agli altri giurati, che si sono dimostrati carini, simpatici e alla mano. Perciò, cari amici cosplayer, non scoraggiatevi se quel giorno non tocca a voi il premio, sentitevi piuttosto spronati a fare meglio alla prossima gara, siete tutti dei supereroi!

In conclusione, dopo una attenta riflessione, un occhio sempre vigile e attento, ed una partecipazione diretta all’interno dell’evento stesso, posso asserire con sicurezza che il Modena Nerd ha grandi prospettive di sviluppo, poiché, ad una terza edizione con una crescita costante di affluenza, ma anche dei contenuti ben strutturati, ha dato prova di avere alle spalle un team ben organizzato e molto preparato.

Di negativo, ahimè, a parte lo stand di rosticceria siciliana (non me ne volete, ma da siciliana D.O.C., è un NO, NO, ASSOLUTAMENTE NO), c’è solo la collocazione geografica del polo fieristico, parecchio decentrato e non semplice da raggiungere se non si è automuniti, ma purtroppo c’è poco da fare al riguardo e assolutamente non responsabilità degli organizzatori.

Dall’altro lato, se dovessi esprimere un desiderio per il futuro, ribadendo che alla fine il wrestling l’ho apprezzato, beh, la perfezione assoluta sarebbe stata la presenza di una battaglia tra robot: sarei andata in estasi pura.

Il mio voto finale per questo Modena Nerd 2018 è di 4 occhialini nerd.

Dalla vostra Grayfox_001 è tutto e vi ricorda che per rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità e curiosità del mondo nerd il posto è uno solo: Nerd Attack! Alla prossima amici lettori!

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