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Nerd show Bologna 2019. Un comicon in ascesa

By | Eventi, Fumetti, NerdPensiero, Videogiochi | No Comments

Si è appena conclusa la seconda edizione del Nerd Show Bologna, realtà giovane nel mondo del fumetto ma che ha saputo ritagliarsi il suo spazio in modo egregio. I dati lo confermano potendo vantare in 48 ore di manifestazione oltre 30 mila ingressi, un terzo in più rispetto alla prima edizione l’anno precedente.

Avendo già presenziato l’anno precedente (poco prima di avviare questo piccolo format di recensioni), posso affermare che i cambiamenti apportati nella gestione della fiera sono stati numerosi e ben graditi.

Ho apprezzato enormemente l’ampio spazio dedicato agli autori di fumetti, giochi e quant’altro, sia autoprodotti – infatti, appena entrati, si incontrava proprio questo spazio a loro dedicato – che supportati da case editrici, dando la possibilità al pubblico di conoscere nuovi autori oltre che i propri beniamini. Rispetto l’anno scorso sono stati invitati almeno il doppio degli autori affermati, creando una Artist Alley decisamente degna di nota.

Nello stesso padiglione era presente l’area mercato, che forse non presentava più stand rispetto lo scorso anno, ma erano decisamente più condensati, tanto che a tratti si aveva qualche difficoltà a percorrere il padiglione, specialmente sul fondo, dove trovava posto un ring da wrestling su cui si sono svolti incontri a tema (sfide dell’Uomo Tigre, scontri tra supereroi Marvel, ecc) e balli hip hop coreografati da Stefy Camparada, con un presentatore d’eccezione, Marco “Tola” Spatola, impersonator di Tony Stark. Trovo che l’idea degli incontri di wrestling tematici abbiano aiutato a contestualizzare meglio la presenza del ring e le attività svolte, creando anche una narrazione che ha divertito grandi e piccini.

Il padiglione gemello, invece, lasciava un respiro maggiore. Gran parte dello spazio era dedicato a giochi di società, console, e agli ormai immancabili Lego, con diorami meravigliosi composti da miliardi di mattoncini e anche aree laboratorio in cui sperimentare ad esempio la costruzione di una macchinina di mattoncini che si muove davvero, con tanto di percorso ad ostacoli su cui metterla alla prova. Presenti anche postazioni per sperimentare l’esperienza della realtà virtuale, stand-laboratorio di stampa tridimensionale e aree di analisi di gioco.

In fondo al padiglione, un grande palco adibito per performance canore di Giorgio Vanni, i Nanowar e The Spleen Orchestra, ma anche conferenze e interviste con Youtuber, doppiatori e showman degli anni ’90.

La conferenza che personalmente mi ha colpito è stata quella dedicata al fenomeno delle Flame Wars, moderata dal gruppo di psicologia dei videogiochi Horizon Psytech con ospiti Violetta Rocks, Fraffrog, Boban Pesov e Croix89, che hanno informato nonché commentato sulla tematica e come affrontarlo, ognuno dalla propria prospettiva.

Senza nulla togliere agli altri argomenti in programma, trovo che aver inserito un argomento di riflessione ed educazione di questo calibro dia merito all’organizzazione, nel non considerare solo la parte ludica e di intrattenimento di questo ambiente, e anche della figura dello youtuber stesso che spesso viene malvista, e che invece si può fare anche carico di questi argomenti importanti “approfittando” della sua posizione di rilievo. Sarebbe bellissimo che la cosa non si fermasse qui a una sola conferenza, perché, per quanto bello, non trovo che sia stato approfondito adeguatamente, vuoi per la tempistica da palco, vuoi per il contesto stesso, ma se si potesse proseguire il dibattito tramite altri mezzi, anche in più tappe, si otterrebbe sicuramente un concreto svisceramento del fenomeno, e magari chissà, ottimisticamente, scuotere le coscienze.

Giungiamo, infine, all’ultimo padiglione, in fondo, accessibile da entrambi i precedenti, dedicato per la maggior parte ai videogiochi, sia arcade, che arene competitive. Anche qui, in un lato, la presenza di un ring su cui si potevano sfidare due contendenti a colpi di mouse creava un effetto scenico, mentre nella zona centrale vari gruppi si sfidavano in e-sports. Le ultime due porzioni del padiglione erano invece dedicate una all’esposizione steampunk dell’associazione di San Marino Comics. L’ultima ad area palco per workshop, conferenze e gare cosplay.

Di gare cosplay se ne sono tenute due, una soft non competitiva il sabato, e una competitiva valida per selezione CNC la domenica, entrambe gestite dallo staff di Epicos e condotte dagli ormai noti Luca Panzieri e Chiara Madonia, spumeggianti come sempre.

La gara si è distinta per l’elevato numero di partecipanti e una certa qualità e varietà dei cosplayer. Incredibilmente, su 45 partecipanti, non si è ripetuto nemmeno un personaggio! Potrà sembrare una banalità, ma avendo accumulato una certa esperienza nel mio girovagare, è un evento più unico che raro, perciò tanto di cappello ai partecipanti, che hanno regalato al pubblico un vero spettacolo.

Personalmente mi sono molto divertita, e penso anche il pubblico vedendo le reazioni circostanti. In conclusione, dopo attente riflessioni e considerazioni sull’evento generale, mi rendo conto che questa mia recensione possa apparire diversa dalle altre, forse più analitica e apparentemente meno entusiastica, ma, essendo agli inizi, mi sembrava giusto affrontare il tutto con obiettività estrema e allo stesso tempo, visti i sensibili e positivi cambiamenti, con uno sguardo ottimistico e positivo per le future edizioni del Nerd Show Bologna.

Il mio voto finale è di 3 occhialini nerd e mezzo.

Dalla vostra Grayfox_001 è tutto e vi ricorda che per rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità e curiosità del mondo nerd il posto è uno solo: Nerd Attack! Alla prossima amici lettori!

Nerd Show Bologna

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Gioco e impegno sociale. Ecco che arriva Lobbies.

By | Eventi, NerdPensiero | No Comments

Ciao a tutti amici nerd! Oggi la vostra Grayfox_001 porta aria di novità.

Esattamente in data di ieri a La Gilda di Bologna (laboratorio ludico per giocatori e giocatrici di ruolo, da tavolo e di carte che ogni due domeniche del mese si rinusce nella sede del Cassero) è stato presentato un nuovo gioco da tavolo altamente ironico e irriverente. Si tratta di Lobbies, il nuovo gioco di carte tutto italiano a tematica LGBTQI*. Nato grazie al lancio di un crowdfunding su kickstarter ha raggiunto ben oltre gli obbiettivi di raccolta arrivando a 6,523 euro consentendo così ai ragazzi di La Gilda di creare concretamente questa nuova realtà di intrattenimento. Ho avuto modo di parlare con Andrea Porati, uno dei creatori del gioco che si è gentilmente reso disponibile a rispondere a qualche domanda:

Cosa tratta Lobbies?

È un gioco sulla comunità LGBTQI autoironico e parte dal presupposto che la lobby LGBTQI esiste, ma invece di essere coesa e quindi guadagnare qualcosa è divisa, frazionata e combatte una contro l’altra. Fa riflettere sulla comunità, per divertirsi con gli stereotipi e, in qualche modo, demolirli rendendosi conto di questa situazione.”

Qual è lo scopo del gioco?

“Il suo scopo è quello di chiudere il numero maggiore di eventi superando le difficoltà degli avversari e totalizzare dei punti influenza che determinano chi è il vincitore e quindi la lobby che predomina in città e emerge rispetto alle altre.”

Perché lo avete creato? Quale pensate sarà la risposta del pubblico?

“Speriamo buona. Tutto sommato si stanno divertendo, quindi pensiamo positivo. lo abbiamo creato perché sia nei negozi che nelle fiere ci potesse essere un prodotto dedicato e quindi un ipotetico adolescente nerd gay possa trovare prodotti per se o che legittimizzino il suo appartenere al mondo nerd pure essendo ciò che si è, ciò che è, ciò che siamo. Per avere anche in italia una visibilità e un prodotto di questo tipo.”

Ci saranno altre tappe per il lancio di Lobbies? Se si quali saranno?

“Ci sono tante presentazioni che stiamo facendo in giro. A seguito di Lucca si sono attivate una serie di collaborazioni e interessi che non immaginavamo. Il percorso del gioco è quello di andare in stampa e distribuirlo ai nostri backer e poi distribuirlo a tutti tramite punti vendita ecc. Per il progetto in se è continuare a fare questo tipo di azione e cioè andare in altre ludoteche e gruppi di gioco e presentare questa tematica, anche nei confronti di chi non è così all’interno. Si gioca a interpretare nani e quant’altro, ad andare nello spazio e si può anche essere una lobby gay e divertirsi in questo modo. Lo scopo è anche questo: fare entrare giocatori che non centrano nulla e farli entrare nel nostro mondo.”

Dopo la presentazione al pubblico si è passati alla sessione di gioco in cui è stato possibile testare Lobbies. Ho assistito esternamente al play test (vorrei poter dire che era per seguire meglio e in maniera professionale le sue meccaniche, ma la verità è che non c’era più posto…sigh!), ma poco male, perché grazie allo zelante aiuto di Riccardo Gandolfi, uno dei membri di La Gilda, io e gli altri partecipanti siamo stati indottrinati a questo folle mondo di guerriglia contemporanea.

Ci sono 4 lobby tra cui poter scegliere e ogni mazzo è illustrato da un autore diverso:

La lobby ATTIVISTI si distingue per l’impegno sociale e politico. (Illustrato da Giopota)

La lobby QUEER, gli eccentrici della comunità, forti e versatili. La parola sobrietà non fa parte del loro vocabolario. (Illustrato da Jacopo Camagni)

La lobby UPPER CLASS caratterizzati da gruppi massonici e modaioli della società detentori di grandi quantità di denaro. (illustrato da Flavia Biondi)

E infine troviamo la lobby degli EDONISTI coloro che vivono la vita sempre al massimo, senza freni. (illustrato da Mush Dirty Kawaii)

Come detto in precedenza lo scopo del gioco è quello di portare prestigio alla propria lobby allestendo il maggior numero di eventi in città e ostacolando quelli degli avversari tramite carte e abilità speciali. Le condizioni di vittoria vengono determinate da 4 diverse carte scenario due dei quali sono competitivi e vedranno le lobby in lotta tra di loro senza esclusione di colpi, uno semi competitivo in cui la città è divisa a metà e contesa tra i giocatori alleati 2 contro due e, infine, uno scenario collaborativo in cui le 4 lobby dovranno unirsi superando le loro differenze per un bene comune: lanciare il pride.

Finita la sessione di gioco ho deciso di chiedere un’impressione a caldo a due dei partecipanti sulla loro esperienza.

  C.: “Il gioco è esteticamente ben costruito e ho trovato interessante il fatto che ogni lobby fosse illustrato da autori diversi e di vedere sulle carte volti conosciuti e che fanno parte del proprio mondo mentre si gioca. In quanto il gioco in se l’ho trovato molto carino e interessante, ma non immediato: come tutti i giochi a risorse richiede riflessione e le varie combinazioni che si possono creare ad ogni turno lo rendono particolarmente interessante. La mia idea totale è che è un gioco estremamente divertente, non ideale per i principianti ai primi approcci. Dopotutto la gilda è una comunità di nerd veterani e un gioco troppo facile non sarebbe stato apprezzato”

M.: “Lo trovo molto divertente, perché al suo interno ci sono diverse reference al mondo LGBTQI e divertendosi con le carte si può anche imparare quali sono le figure più importanti a livello italiano e non di questo movimento. Lo trovo un gioco molto ben strutturato già dalle prime fasi di elaborazione e in più in questo gioco ha avuto molti miglioramenti rendendolo più inclusivo offrendo non solo più identità di genere all’interno delle illustrazioni delle carte, ma offrendo anche aiuto ai giocatori a livello grafico. Ad esempio i 4 colori che distinguono le lobbies sono accompagnati da dei simboli per venire incontro a persone con difficoltà come la discromia o daltonia. Sono molto contento che hanno fatto questi miglioramenti e che il gruppo gilda abbia portato avanti questa campagna promozionale in quasi tutta italia. Sono davvero contento che un gioco con questa audacia, autoironia e autocritica possa emergere.”

Come potete intuire dalla sua dichiarazione il secondo playtester intervistato ha seguito fin dall’inizio la nascita e gli sviluppi del gioco e, inoltre, una delle carte del gioco è ispirata proprio a lui.

Nella mia esperienza, seppur indiretta, trovo che Lobbies sia un gioco rivelazione. Nonostante inizialmente avessi delle perplessità, poiché tratta un tema molto delicato e facile a polemiche, il gruppo de La Gilda è riuscito con ironia e sensibiltà a trattare argomenti del mondo reale senza mai scadere nel banale o nell’offensivo, rendendo possibile anche a chi non fa parte della comunità LGBTQI di interfacciarsi e riconoscersi con essa, in quanto le “lobbies” vivono degli stessi stereotipi di tutta la società, ricordandoci che tutti, prima del loro orientamento sessuale, sono persone come le altre.

Dalla vostra Grayfox_001 è tutto e vi ricorda che per rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità e curiosità del mondo nerd il posto è uno solo: Nerd Attack! Alla prossima amici lettori!

Pagina Facebook : https://www.facebook.com/lobbiesgame/

Kickstarter : https://www.kickstarter.com/projects/1955533818/lobbies-lgbtqi-card-game

La Gilda : https://www.facebook.com/LaGildaDelCassero/

A Gaming New Year to you!

By | NerdPensiero, Videogiochi | No Comments

Ciao a tutti amici lettori

nuovo articolo a sorpresa per l’ultimo dell’anno. Fatto già dei programmi per capodanno?

se il vostro programma è una tranquilla serata in casa a nerdare la vostra Grayfox_001 ha per voi una serie di titoli da consigliarvi per passare un fantastico fine/inizio anno da soli o magari in compagnia di pochi intimi appassionati come voi di videogiochi. I titoli che sto per consigliarvi li trovate su Steam con delle sensazionali offerte per riempire il vostro carrello low budget.
Siete pronti? iniziamo:

Per gli amanti delle favole e dei rompicapi non troppo impegnativi la mia proposta è Seasons after fall. Opera dei francesi Swing Swing Submarine (già autori di Tetrobot and Co) è infatti un puzzle-platform 2D che ricorda molto i libri dell’infanzia. Tratta la storia di un piccolo spirito che aiuterà i guardiani della foresta ad esiguire il rituale delle stagioni. Come tutte le fiabe contiene un messaggio profondo adatto per grandi e piccini e vi regalerà emozioni e momenti di tenerezza.

Per i nostalgici del retrogaming Momodora: reverie under the moonlight è il gioco che fa per voi (sebbene piuttosto recente). Ultimo capitolo della saga, tratta la vicenda della sacerdotessa  Kaho che armata di arco, frecce e una magica foglia d’acero si addentra in territori sconosciuti per combattere una temibile maledizione. Questo capitolo funge da prequel delle storie narrate nei vari Momodora. Anche questo è un platform,ma in stile action RPG che offre un’esperienza di gioco non troppo lunga nei temppi,ma sicuramente piacevole e divertente con il giusto grado di difficoltà.

Se vi trovate in compagnia di amici e desiderate fare un mini torneo a suon di pugni la mie proposte sono Ultra Street Fighter IV oppure Injustice: Gods Among Us Ultimate Edition. Presentarli è sicuramente una banalità per molti, ma per chi dovessere essere non informato passo velocemente alla loro descrizione. Sono entrambi dei picchiaduro, ma, se nel primo sono presenti gli amati personaggi della saga Street Fighter, nel secondo troveremo tutti i personaggi, eroi e nemici, dell’universo DC. Entrambi vi regaleranno un intrattenimento adrenalinico a prezzi contenuti. Qui la scelta sta a voi e le vostre preferenze.

Per veri retrogamer e amanti delle avventure grafiche un po’ più impegnative e dal tono umoristico, troverete Monkey Island Collection: un fantastico pacchetto offerta dell’intramontabile saga che racchiude le edizioni restaurate dei primi due capitoli, ed il terzo ed il quarto. Vestite i panni del protagonista Guybrush Threepwood e vivete le disavventure del giovane pirata di belle speranze. In realtà con un’offerta così siete sistemati come minimo fino all’epifania, ma andiamo avanti.

Infine la proposta più costosa che vi farò è Borderlands: the handsome collection. Anche questo è un pacchetto offerta che racchiude Bordelands 2 e Borderlands the pre-sequel, oltre tutti i DLC ad un prezzo stracciato. Per chi non dovesse conoscerli, quella di Borderlands è una saga di sparatutto in prima persona ambientata in un lontano futuro con elementi tipici degli action RPG. Ogni capitolo è indipendente (per cui non è indispensabile possedere il primo, state tranquilli) e offre la possibilità di scegliere tra varie classi che cambiano l’esperienza di gioco, e di giocare sia in singolo che in maniera cooperativa.

Bene amici queste sono le mie proposte per passare un tranquillo fine anno, ma non dimenticate nonostante tutto di brindare con i vostri amici e familiari per la mezzanotte.
Non fate gli asociali, mi raccomando!
E, come sempre, vi ricordo che se volete rimanere sempre aggiornati sulle ultime news e curiosità del mondo nerd la risposta è una sola: Nerd attack.

Alla prossima amici è Buon 2019 a tutti voi.

Le 10 curiosità su Howard il papero

By | Film, Fumetti | No Comments

 

Cari amici lettori, in questo periodo di pre-feste la vostra Gray tende a essere un po’ nostalgica. Proprio recentemente ho avuto modo di rivedere Howard e il destino del mondo del 1986 su Netflix. Non sapete chi sia Howard? Non vi preoccupate amici, noi di Nerd Attack siamo buoni:

Howard è un personaggio dei fumetti nato dalle menti di Steve Gerber e Val Mayerik per la Marvel Comics. Le sue storie riguardano le avventure, o per meglio dire le disavventure, di un papero antropomorfo scorbutico intrappolato in un mondo dominato dagli umani che lui chiama “scimmie senza peli”. Tratta generalmente parodie di storie fantascientifiche e fantasy, connotate da uno stile fortemente ironico. Come Deadpool, anche Howard è consapevole di essere Il personaggio di un fumetto, infrangendo così la quarta parete in moltissime occasioni, ma questa caratteristica non è stata apprezzata all’epoca. Nel 1986 uscì anche un film dal vivo ispirato al personaggio intitolato Howard e il destino del mondo.

E appunto, dopo la visione del film ho sentito l’esigenza di saperne di più su questo personaggio così stravagante e ho deciso di condividere con voi le mie scoperte. Siete pronti? Iniziamo.

1)Howard era inizialmente disegnato come un papero antropomorfo con un onnipresente sigaro nel becco giallo e privo di pantaloni, ma questi gli furono aggiunti in seguito ad una controversia legale con la Disney, che citò la Marvel per plagio a causa dell’eccessiva somiglianza del personaggio, anche nell’abbigliamento, con Paperino. L’episodio ispirò una storia di Howard, incentrata proprio sul caos generato dalla mancanza di pantaloni del papero.

2)  Anche dopo la chiusura delle serie a lui dedicate negli anni ottanta, Howard è apparso in numerosi cameo comici anche in vicende drammatiche ad esempio nei principali crossover come Civil War, in cui si schiera a favore della registrazione dei supereroi perché venga finalmente ufficializzata la sua esistenza, e Secret Invasion, dove appare in versione Skrull. Nel Marvel Cinematic Universe invece, mentre i camei di Stan lee sono stati un appuntamento fisso, abbiamo anche delle comparsate del nostro papero: Nella scena dopo i titoli di coda del film Guardiani della Galassia appare insieme al Collezionista e a Cosmo, realizzato in CGI e doppiato in originale da Seth Green, ricomparendo poi nel sequel Guardiani della Galassia Vol. 2

3) Compare tra i personaggi giocabili nel videogame Lego Marvel Super Heroes, con un trofeo a lui ironicamente dedicato.

4) Nella serie Marvel Zombi, più precisamente nello spin-off e crossover Marvel Zombi vs Army of Darkness, appare una versione alternativa di Howard il papero infettato dagli zombi, mangiando il cervello della versione di Ash Williams nativa di quell’universo. Viene rapidamente ucciso da Scarlet Witch e l’originale Ash Williams, protagonista della serie horror de La casa, trovatosi in questa occasione con le controparti zombi dei personaggi marveliani.

5) Compagna di avventure di Howard nella serie a fumetti è Beverly Switzler, modella pornografica salvata dal nostro papero dalle grinfie di uno stregone inter dimensionale. I due diventano partner e talvolta amanti. Nell’adattamento cinematografico dell’86 Beverly è invece presentata come una giovane e deliziosa cantante rock.

6) Sempre per il film Huyck e Katz si occuparono della selezione del cast artistico. Dopo aver audizionato un notevole numero di attrici, cantanti e modelle per il ruolo di Beverly, Lea Thompson fu scelta per la parte anche grazie alla visibilità datale dalla sua apparizione in Ritorno al futuro. Prima di presentarsi ai provini, la Thompson comprò una serie di abiti e completi eleganti ed appariscenti per presentarsi alle selezioni come “un incrocio tra Madonna e Cyndi Lauper”

7) Per immedesimarsi negli attributi fisici di Howard, Huyck e Katz avevano pensato di provinare persone di statura bassa, eventualmente anche attori bambini, idea in seguito abbandonata viste le possibili difficoltà che un tale ruolo avrebbe potuto arrecare a dei bambini e anche perché i montatori non erano in grado di dare un effetto realistico a delle scene giornaliere e serali riprese con attori di statura così diversa. Fu avvicinato Ed Gale, che fu inizialmente rifiutato per via della sua altezza che andava contro le linee guida specificate dai due, ma fu poi preso per eseguire stunts ed entrare nella parte solo durante le riprese serali. Un totale di sei attori fu provinato per la parte.

8) Il primo giorno di riprese, la troupe realizzò quanto scarsa fosse la qualità degli effetti, vedendo come nel collo di alcuni pupazzi fosse possibile intravedere la bocca dell’uomo al loro interno non appena questo parlava. La sequenza della fuga in volo sull’ultraleggero fu una delle più difficili da girare, visto che richiedeva notevoli capacità di coordinazione da parte degli attori, e Tim Robbins e Ed Gale dovettero imparare realmente a pilotare.

9) Nel novembre 2014 è stata annunciata una continuazione della serie omonima. Gli autori sono ai testi Chip Zdarsky e ai disegni Joe Quinones. Howard the Duck segue le vicende del noto papero nei panni di investigatore privato, e sarà impegnato a indagare e risolvere casi misteriosi e folli, e il primo di questi lo vedrà coinvolto in un team-up con la Gatta Nera. Il primo numero è uscito il 4 marzo 2015. Nello stesso anno, durante un incontro con il pubblico al Tribeca Film Festival, George Lucas ha dichiarato che la Marvel sta pensando ad un ritorno di Howard sul grande schermo in un remake del primo film a lui dedicato.

10) Nel 2017 viene pubblicato un fumetto che fonde Howard e Deadpool in un unico personaggio. Deadpool viene inviato dallo S.H.I.E.L.D. a catturare un’entità aliena, ma la missione prende una brutta piega quando Wade si troverà fuso assieme a Howard il Papero, battagliando con lui per il controllo delle loro piume mercenarie. L’opera è sceneggiata da Stuart Moore, ma, sorpresa, sorpresa è stata disegnata da Jacopo Camagni (Nomen Omen), con una nuova copertina inedita dell’autore e colorata da Mirka Andolfo (Contronatura).

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Segnalare gli artisti: aiuto o bavaglio?

By | NerdPensiero | No Comments

 

Cari amici lettori, oggi tocchiamo un tema molto spinoso riguardante uno strumento che noi tutti, almeno una volta, abbiamo usato sui social: lo strumento di segnalazione.

Come tutti voi ben sapete, la segnalazione dovrebbe servire ad eliminare materiali inappropriati di varia natura dalle piattaforme comunicative digitali. Ma la domanda sorge spontanea: fin dove la segnalazione è uno strumento di tutela e quando diventa atto punitivo?

Mi riferisco a tutte quelle persone che, in modi diversi, trattano argomenti spinosi, di difficile comunicazione e anche un po’ tabù, un po’ per scrostare la patina di ipocrisia verso certi argomenti, un po’ per fare denuncia sociale su di essi o magari trasmettere informazioni vitali per la tutela della salute, ma anche semplicemente per giocare su esperienze comuni a molti. È qui che entra in scena Simona Zulian in arte Felinia: fumettista dal tratto comico conosciuta da molti per le sue strisce umoristiche irriverenti che sdoganano tutte le comuni convenzioni su come dovrebbe essere una donna e come la donna moderna verace, bella nelle sue forme e peculiarità caratteriali, non necessariamente iper femminili, affronta la difficoltà di esserlo al giorno d’oggi con le aspettative e canoni di bellezza attuali.

In questo ultimo periodo sta cercando di reclamizzare la sua ultima opera “Max e Cherry Pepe rosso” un fumetto dedicato al tema dell’amore vissuto all’interno di una relazione adulta in modo piccante, ma sempre divertente e umoristico nello stile dell’artista. La situazione che purtroppo sta vivendo è che, a causa del tema trattato, in certi frangenti in modo spinto, sia facilmente soggetta a segnalazioni e di conseguenza ban del proprio profilo, minando i suoi intenti pubblicitari con conseguente danno, sia economico che in visibilità. In un video recentemente pubblicato sui suoi social, Simona cerca di portare chiarezza sulla vicenda, trovare una soluzione e esprime la sua opinione su questa spiacevole situazione che sta danneggiando il suo lavoro sfogando come tutto questo stia sopprimendo la sua libertà di espressione.

La censura tramite segnalazione degli utenti è diventata una forma di controllo che limita la libertà di espressione e di accesso all’informazione operata dal singolo. Applicare la censura verso un’opera palesemente per un pubblico maturo, significa esercitare un controllo autoritario sulla creazione e sulla diffusione di informazioni, idee ed opinioni. Un tentativo di mettere un bavaglio sulla “bocca” degli artisti e su tutti coloro che vogliono raccontare una verità che può non essere condivisa da tutti, ma non per questo meno reale.

Una situazione come quella di Simona è davvero preoccupante. Nonostante ci siano delle linee guida che informino l’utente su ciò che sia segnalabile, situazioni come questa dimostrano come possono essere aggirate e che probabilmente non ci sia effettivamente qualcuno a controllare la natura dei post condivisi, ma solo un algoritmo che dopo un tot di segnalazioni censurano il contenuto. Con questo mio articolo non voglio certo far desistere le segnalazioni nei confronti di contenuti oggettivamente non idonei (violenza su animali e persone, pedopornografia, incitamento all’odio, cyberbullismo ecc), ma ora più che mai, visto il periodo storico che stiamo vivendo fatto di intolleranza generale verso tutto ciò che è diverso, è il caso di imparare a valutare cos’è veramente inaccettabile. Internet è uno strumento potente. Cerchiamo di usarlo con saggezza.

Intanto, vi ricordo che se avete piacere di incontrare Simona e magari informarvi meglio sui suoi lavori, vi comunico che presenzierà al Torino comics 2018 il 15 e il 16 dicembre e vi metto in calce le sue piattaforme social dove potrete supportarla e seguirla.

Facebook – https://www.facebook.com/SketchAndBreakfast/

Pagina web – http://sketchandbreakfast.com/

Instagram – https://www.instagram.com/feliniaficona/

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S.O.S. Netflix potrebbe rimuovere Le terrificanti avventure di Sabrina?

By | NerdPensiero, Serie TV | No Comments

Amatissimo, criticato e addirittura, si vocifera, soggetto a denunce. Un prodotto che nel bene e nel male ha fatto parlare di sé sollevando un gran vespaio e, in alcuni, confusione. Non disperate amici Nerd, la vostra Grayfox_001 è qui per dissipare ogni dubbio.

Cominciamo dall’inizio: le terrificanti avventure di Sabrina non nasce come serie televisiva come molti pensano, ma come serie a fumetti, e prima ancora la nostra bionda streghetta è apparsa nel fumetto Archie’s Mad House nel 1962.

Fece solo una breve apparizione, precisamente nel numero 22, ma piacque così tanto che tornò qualche numero dopo, portandola a regolari apparizioni nella serie a fumetti Archie’s Laugh tv-out tra il 69 e l’85. In seguito ha avuto un fumetto dedicato interamente a lei:  Sabrina, The Teenage Witch dal 1971 al 1983, da cui è stata tratta successivamente le serie tv negli anni 90, quella che tutti conosciamo, ossia Sabrina Vita da Strega. Nel 2003 finisce la serie e il silenzio cadde su tutto il suo pubblico, finché, nel 2014, parte il suo reboot fumettistico Le terrificanti avventure di Sabrina, e, nel 2017, viene annunciata la nuova serie tv ispirata a quest’ultimo fumetto. E sì amici! Sabrina Spellman ha vissuto molte incarnazioni, e questa nuova serie televisiva non è che l’ultima, per il momento.

E già qui dissipiamo la prima critica che è sfociata dopo l’uscita della serie:

ma non è come il vecchio telefilm!

Esattamente, ma non è un difetto. La serie di Sabrina vita da strega era una sitcom, mentre le terrificanti avventure di Sabrina è un teen drama a tinte horror, ma non troppo (e potete credermi: sono una super fifona, ma se l’ho potuto vedere io è tutto dire XD).

Mettere a confronto questi due prodotti è assolutamente impossibile, perché il loro sistema narrativo è differente e non trovo che questo tono dark sia un approccio sbagliato: Sabrina vita da strega è stato un prodotto perfetto per gli anni ’90, rispecchiava assolutamente il tipo di intrattenimento del periodo, e riportare pari pari una storia già vista in questi tempi in cui horror, thriller horror, teen drama ecc la fanno da padroni, non avrebbe avuto lo stesso impatto nei nuovi giovani.

E per quanto riguarda noi vecchietti veterani, veramente avreste voluto rivedere la stessa identica storia? Secondo me non avrebbe avuto più la stessa presa nemmeno in noi. Per me l’esempio più chiaro è la serie tv di Batman, non quella animata, dico, quella degli anni ’60. Un po’ buffa e kitsch, con le vignette a fumetti che apparivano durante uno scontro per enfatizzare pugni e calci, e una recitazione marcata. Riuscireste davvero a vedere lo stesso prodotto, se pur con effetti video migliorati, costumi ecc, ma con quel preciso sistema narrativo? Credo proprio di no. Forse quell’aspettativa sbagliata è stata involontariamente creata dai video promozionali nei canali social di Netflix, dove si vedeva il vecchio cast che fa gli auguri al nuovo, ma già dal trailer era chiaro che si sarebbe trattato di un prodotto differente, e non capisco come alcuni abbiano potuto pensare che le terrificanti avventure di Sabrina sarebbe stata la copia speculare del vecchio telefilm, ma andiamo avanti.

Altra critica mossa: “basta questi telefilm dove associano la strega a satana! Non è vero!

Mi dispiace infrangere i cuori di tutti i ragazzi e ragazze appassionati, e soprattutto di sedicenti streghe e stregoni, ma le streghe sono da sempre associate alla figura di Satana.

La figura della strega nasce nel folklore popolare medievale,  solitamente con un’accezione negativa: strega era chi praticava stregoneria, ossia una forma di magia derivante dal diavolo. Si riteneva che usassero i loro poteri per nuocere ai “bravi cristiani”, e in generale, contro la comunità, solitamente agricola, nella quale venivano identificate. Tratto comune a tutte le streghe era prendere parte a dei raduni periodici chiamati sabba in cui adoravano il Demonio con pratiche magiche, orge diaboliche e riti blasfemi.

Attenzione eh. Sappiamo anche che era abbastanza facile ricevere una accusa di stregoneria, bastava una stranezza o commettere un torto a qualcuno, e col diffondersi delle dicerie, causare di conseguenza le famose cacce alle streghe, che hanno causato la morte di molti innocenti. Fanatismo ed ignoranza, si sa, portano sempre a bei risultati.

Sabrina è interessante proprio perché, specialmente in uno degli episodi, dimostra proprio che la fede cieca non è un bene, che porsi delle domande e non accontentarsi di risposte insufficienti non è sbagliato, ed i dogmi non sono una vera risposta. Per tutta la serie Sabrina scuote le coscienze, anche a personaggi fortemente radicati ed indottrinati nella cultura occulta, come ad esempio la zia Zelda o Prudence, una delle sorelle sinistre. Ad un certo punto, cominciano, guidati da Sabrina che è un po’ l’incarnazione dello spettatore che come lei scopre queste pratiche per la prima volta e le mette in dubbio, a porsi delle domande su quanto gli usi e costumi del mondo magico fossero giusti. La religione satanica presente nella serie ci viene dichiarata come “del libero arbitrio”, rivelandosi invece fortemente dogmatica e patriarcale, e in cui, come nel mondo reale, l’interesse dei pochi e potenti prevale sul buonsenso. Almeno, i “satanisti” del nostro mondo sembrano pensarla diversamente… pare.

Ed eccoci giunti all’argomento caldo, quello che sta allarmando tutti gli appassionati:

ma veramente Netflix rimuoverà Sabrina a causa delle denunce da parte della chiesa Satanista?”

Momento, momento, momento, momento, momento. Keep calm e fate un bel respiro. La notizia girava in alcuni blog inglesi con toni allarmistici e a tratti confusi, e solo recentemente è giunta sui blog italiani. Precisamente tale allarme è stato lanciato dalla twentytwowords.com che scrive nella sua testata “The Chilling Adventures of Sabrina’ May Be Removed From Netflix” scatenando il panico. La notizia sarebbe stata che dei satanisti avrebbero denunciato Netflix per cifre da capogiro per aver usato una copia della loro statua all’interno del telefilm, mettendoli “in cattiva luce”.

Facciamo chiarezza: The Satanic Temple non è intanto una vera religione, e, alla pari dei Pastafariani, si tratta di un gruppo di lotta per i diritti sociali e umanitari che usano il satanismo come vessillo di ribellione contro l’autorità costituita, e spesso si sono lanciati in provocazioni e trollaggi di varia natura. Tra i più eclatanti appunto una raccolta fondi per la creazione di una statua di Baphomet da fare inserire al Campidoglio, in seguito della richiesta di un gruppo cristiano di fare inserire una statua cristiana nella sede del potere americano: Sostenendo la separazione dello stato dalla religione, si sono opposti con forza, e ora la statua da loro commissionata attende nella loro sede principale. E proprio quella statua sembrerebbe essere stata copiata in Sabrina, in cui invece rappresenta una religione “cattiva e patriarcale”, l’esatto opposto di ciò per cui The Satanic Temple si batte. E da qui la denuncia.

(Al contrario, The Church of Satan, che sono davvero satanisti, se la ride e se ne frega).

Da questa denuncia, probabilmente fatta soprattutto per far parlare del Satanic Temple, sarebbe partita l’ipotesi di una rimozione della serie dalla piattaforma streaming, ma al momento non ci sono ulteriori notizie o comunicati al riguardo. Anzi, Netflix ha da poco annunciato la seconda serie di The chilling adventures of Sabrina, e a metà dicembre verrà trasmesso uno speciale di natale.

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Modena nerd: la fiera “retrò” che guarda avanti

By | Eventi, NerdPensiero | No Comments

Ciao tutti amici di Nerd Attack! Eccoci ritrovati ad una nuova recensione. Stavolta parleremo del Modena nerd 2018! È appena terminata la terza edizione e molte sono state le sorprese. Con un traguardo di ventunmila visitatori ha offerto la possibilità di fare diverse esperienze, ed è tra le poche fiere che rispecchiano il nome che portano.

Ma facciamo un passo indietro e cominciamo dall’inizio di questa avventura.

Il Modena Nerd si è svolto il 15 e 16 settembre 2018 al polo fieristico di Modena, e tutti i contenuti offerti al pubblico sono assolutamente a tema, toccando gli interessi più svariati del nerd grande e piccino!

Il padiglione A, il più grande di tutti, si trova alla sinistra del grande corridoio centrale, ed è dedicato alla zona mercato e al fumetto, oltre a contenere una area palco.

Come zona di mercato non era così comune come poteva apparire: la varietà commerciale dei suoi standisti era abbastanza variegata e ben distribuita, oltre le classiche fumetterie con i merchandise classici ormai immancabili in qualunque fiera, e diversi stand gastronomici. Particolare la presenza di alcuni stand  con la possibilità di acquistare console e videogiochi retro game ormai sempre più popolari e sempre più difficili da reperire, bramati dai nostalgici desiderosi di rivivere le avventure del passato. Difatti proprio in questi le persone si accalcavano alla ricerca dell’occasione (me compresa, lo ammetto) sperando nel colpo di fortuna. In un caso era possibile fare scambi o rivendere il proprio usato, cosa poco comune in fiera. C’erano anche diversi stand di fumetterie dedicati interamente alla vendita di serie concluse (sia orientali che occidentali), ricolme di occasioni da non farsi scappare per i veri collezionisti.

E’ stato dato modo di intrattenersi con artisti più e meno noti, tutti sicuramente amati dal proprio pubblico. Nell’area Artist Alley è stato possibile incontrare grandi autori del panorama del fumetto italiano come Mirka Andolfo (ControNatura, Sacro e Profano, ecc), Marco Bucci e Jacopo Camagni (Nomen Omen, Memento Mori), Samuel Spano (Nine Stones), Gigi Cavenago (Dylan Dog) e molti altri ancora, anche di fama internazionale, ma, non me ne vogliano, davvero troppi per citarli tutti in questa sede. Nell’area Autoproduzioni abbiamo amabilmente chiacchierato con Marco “Tarma” Tarquini (Non aprite quel pacco), di cui stimo molto il lavoro ma ve ne parlerò in futuro, presente con altre stelle emergenti come Fraffrog e Cartoni Morti. Insomma, come potete facilmente intuire ce n’è per tutti i gusti.

L’area palco del padiglione A è stata vetrina per intrattenimento di varia natura: concerti, esibizioni di doppiaggio sia tradizionale che cantato con la partecipazione di Alberto Pagnotta, giochi e curiosità di vario tipo. Un esempio è stato il gioco dei “cliché del cinema” commentato e moderato da Violetta Rocks e Adrian Fartade di Link4Universe. Interagire tramite il gioco con il pubblico ha fatto sì che si creasse un ambiente di dibattito rilassato e amichevole, rendendo tutto il contesto molto giocoso. Riuscire a fare tutto questo in un’area con tanto frastuono e un notevole via vai di gente non è facile impresa. In molti si sono fermati ad assistere con interesse e diversi hanno interagito con domande e commenti. Insomma ragazzi, per farla breve, tanti pollici in su per questi talentuosissimi ragazzi che, nonostante la giovane età, ne sanno davvero a pacchi. E il settore dedicato ai Lego? Sì, cari amici nerd: una cospicua fetta del gigantesco padiglione era occupata da tavoli con sopra una miriade di mattoncini Lego nella zona adiacente al palco, con enormi diorami realizzati per l’occasione, a tema Star Wars, attacco al castello, e persino la casa di Dylan Dog, opere davvero mozzafiato, senza contare la possibilità di cimentarsi in loco per grandi e piccini con una grande quantità di mattoncini. Ho provato enorme invidia per la bellezza di queste opere: io al massimo riuscivo a fare il classico muretto triste di mattoncini senza senso alcuno…sigh! Per concludere con questo padiglione, da segnalare la presenza di uno stand di tatuatori “Baker Street Tattoo”, che offriva la possibilità di tatuarsi proprio lì, nel corso della fiera. Devo dire di essere rimasta inizialmente interdetta, ma a ben pensarci, la possibilità di farsi fare un tatuaggio a tema nerd in fiera è una figata pazzesca.

Il padiglione C, che si trova all’estremità del padiglione A a cui è collegato da un corridoio che è stato allestito a “scuola di spada laser”, è stato adibito come area spettacoli.

Dotato di una zona palco con megaschermo dove si sono tenuti i concerti dei Gem Boy e Cristina D’Avena, ma anche argomenti di discussione, curiosità sul mondo nerd e “incontri” con i beniamini del mondo tubico e non solo. Infatti il padiglione, a parte il palco ed una zona transennata per gli incontri con gli Youtuber (come ad esempio Player Inside, ormai ospiti fissi della manifestazione), era tristemente vuoto, ed utilizzato dai visitatori per riposarsi quando non si svolgevano attività “degne di nota”. Personalmente, mi è dispiaciuto un poco non soffermarmici di più in questa come altre aree tipo conferenze o i vari workshop: il programma era vasto, ed ho dovuto operare delle scelte, a malincuore, perchè molti argomenti erano estremamente interessanti, ma non potevo essere ovunque. Tuttavia, basta osservare il programma per rendersi conto della validità degli argomenti proposti al pubblico, super attuali e molto vicini a noi tutti, che mostrano anche con occhio clinico l’applicabilità nel mondo lavorativo.

Il padiglione B, invece, si trova alla destra del grande corridoio d’ingresso, ed è stato completamente dedicato al mondo dei giochi, sia da tavolo che, soprattutto, a tutto il panorama videoludico, dalle console ai cabinati, con ampio spazio per le competizioni videoludiche.

Infatti, oltre alla presenza di un imponente ring per scontri 1 vs 1 su vari titoli come Tekken, Street Fighter ed Hearthstone, era possibile partecipare ad una miriade di tornei a squadre ed in singolo di diversi esports, ma anche provare nuove strumentazioni di realtà virtuale e simulatori di car racing sia in VR che con postazione a veicolo. Ampio spazio è stato dedicato anche al retrogaming, con mini cabinati da tavolo.

Nonostante l’atmosfera potesse sembrare competitiva per l’alto numero di tornei, si poteva respirare un’aria oserei dire familiare, nel senso, c’erano proprio tante famiglie con i propri figli piccoli, e si poteva assistere a scene del tipo la madre che insegna al figlio a giocare a Tetris, o coppie di fidanzati, con lui che insegnava a lei (e in qualche caso viceversa) a giocare a videogiochi moderni e non. Insomma, il Modena Nerd ha portato la prova tangibile che i videogiochi possono portare amore, unione ed intrattenimento positivo nella vita delle persone, al contrario di quanto spesso viene strillato nei titoli dei giornali.

C’era anche un secondo ring, quello che meno ti aspetteresti ad un comicon, e la cui presenza ha suscitato in me non poche preoccupazioni, lo ammetto, perchè temevo fosse troppo lontano dal contesto in cui si trovava, o si rivelasse una baracconata: parlo del ring da wrestling, che occupava la parte centrale del padiglione B. I miei timori sono svaniti assistendo ad una delle esibizioni che si sono svolte su quel ring, richiamando lo spirito nostalgico che mi ha portato alla mente quei giorni in cui seguivo i match della WWE in tv da ragazzina. I wrestler si sono esibiti fomentando positivamente l’attenzione del pubblico, me compresa, con tanti intorno a me che commentavano con nostalgia e cori di incoraggiamento. E’ stato davvero un bel momento.

Immancabile, ovviamente, la gara cosplay, anche qui doppia: una il sabato non competitiva, l’altra la domenica invece competitiva con selezione CNC, gestita sempre dall’ente Epicos, ma stavolta presentata da Andrea Rotolo e Luca Gismondi, che hanno fatto le veci dei cari Luca Panzieri e Chiara Madonia, impegnati al Palermo Comicon, come vi avranno informati i miei capi Nerd Attack. Anche qui abbiamo avuto la presenza di una folta giuria per la gara CNC, 7 membri stavolta, composta da Niccolò Bacci, Alessia Mainardi, Isabella Bianchi, Giovanni Sighinolfi, Evaristo Pala, Silvia Minella, e, sorpresa sorpresa, io! (zan zan!)

Come sempre Epicos ha gestito con zelo e cura la gara, che ha avuto un alto numero di partecipanti alla prima esperienza sul palco, che in considerazione di ciò meritano tante lodi.  Ciononostante, si sono distinti Giada Lenzi come vincitrice assoluta del Modena Nerd 2018, e Denise Capanna al secondo posto.

Permettetemi una piccola parentesi personale del dietro le quinte, senza scendere troppo nel dettaglio. Non è stata la mia prima volta come giurata in una gara cosplay, ma è stata la prima in un contesto così grande. Nonostante l’alto numero di giudici presenti, che parrebbe stia diventando una prassi, è stato bello confrontarsi nel rispetto reciproco con persone altamente competenti ognuno nei propri settori e magari con priorità diverse nei parametri di giudizio, arrivando comunque ad una valutazione finale unanime e condivisa, cosa che pensavo impossibile mettendo così tante teste insieme. Fare il giudice è un compito ingrato a volte perchè si vorrebbero assegnare spesso più premi di quelli a disposizione, vedendo l’impegno e la passione di quanti calcano il palco, ma  trattandosi di una gara, è giusto che vengano compiute scelte e premiati i migliori. Ugualmente, sono felice di aver preso parte a questa esperienza insieme agli altri giurati, che si sono dimostrati carini, simpatici e alla mano. Perciò, cari amici cosplayer, non scoraggiatevi se quel giorno non tocca a voi il premio, sentitevi piuttosto spronati a fare meglio alla prossima gara, siete tutti dei supereroi!

In conclusione, dopo una attenta riflessione, un occhio sempre vigile e attento, ed una partecipazione diretta all’interno dell’evento stesso, posso asserire con sicurezza che il Modena Nerd ha grandi prospettive di sviluppo, poiché, ad una terza edizione con una crescita costante di affluenza, ma anche dei contenuti ben strutturati, ha dato prova di avere alle spalle un team ben organizzato e molto preparato.

Di negativo, ahimè, a parte lo stand di rosticceria siciliana (non me ne volete, ma da siciliana D.O.C., è un NO, NO, ASSOLUTAMENTE NO), c’è solo la collocazione geografica del polo fieristico, parecchio decentrato e non semplice da raggiungere se non si è automuniti, ma purtroppo c’è poco da fare al riguardo e assolutamente non responsabilità degli organizzatori.

Dall’altro lato, se dovessi esprimere un desiderio per il futuro, ribadendo che alla fine il wrestling l’ho apprezzato, beh, la perfezione assoluta sarebbe stata la presenza di una battaglia tra robot: sarei andata in estasi pura.

Il mio voto finale per questo Modena Nerd 2018 è di 4 occhialini nerd.

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Link Modena Nerd:

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Sito ufficiale – https://www.modenanerd.it/

 

 

Festa dell’Unicorno: molto più di un semplice comicon

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Cari amici lettori, è con grande gioia che scrivo questa recensione e l’emozione scorre ancora in me per questa edizione appena passata. Non mentirò signori miei: non è la prima edizione a cui partecipo.

Era l’ormai lontano 2015 quando misi piede per la prima volta a Vinci, cittadina toscana già nota per essere la città natale del mitico Leonardo Da Vinci. No amici nerd, non il “Lionardu” interpretato da Tom Riley, nè quello rappresentato in Assassin Creeed nella saga di Ezio Auditore, ma proprio quel Leonardo. Quel bel simpaticone che già nel 1400 inoltrato ha cominciato a studiare e immaginare i primi sistemi di volo meccanici, così, giusto per citare una delle tante strabilianti invenzioni che hanno intercorso nella sua carriera e per cui si è reso oltremodo famoso in tutto il mondo, ma andiamo avanti.

Nonostante sia già un’habituè della festa, come sempre e solo per voi, il mio occhio è stato vigile e imparziale tutto il tempo. Vinci è un paesino collinare di circa 14.000 abitanti che ha mantenuto un aspetto decisamente medievale che si rende perfetta cornice per questo festival a tema fantasy.

Già ricca di attrazioni culturali, si arricchisce ulteriormente di meraviglie nei giorni della Festa, con un mercato tematico, artigianato di nicchia, e innumerevoli attività. E sì signori miei: se immaginate un capannone o un campo adibito a comicon come spesso accade, potete decisamente allargare i vostri orizzonti, perché tutta la cittadina di Vinci collabora e sostiene questa ormai nota e amata manifestazione e che vanta un programma di 400 spettacoli in 9 spazi tematici.

Descrivere ogni attività sarebbe impossibile per iscritto, e non farebbe comprendere il fascino di viverla in prima persona (cosa che vi invito assolutamente a fare il prossimo anno), ma ve ne citerò alcune per farvi comprendere il tenore dell’evento: se siete dei fan del Signore degli anelli, la casa di Bilbo Baggins è il posto che fa per voi. Ogni anno, infatti, è possibile festeggiare tutti insieme il suo compleanno con danze, giocoleria, spettacoli e molto altro ancora.

Se invece possedete uno spirito romantico, avrete l’opportunità di assistere ad un matrimonio elfico in un’atmosfera ricca di epicità e tradizione ben nota a tutti noi appassionati del genere. Se invece possedete un lato oscuro,la marcia dei mostri potrà suscitare in voi un’emozione da brividi con l’interpretazione e l’imponenza della sfilata notturna che si tiene lungo il perimetro delle mura fin su in cima dove è possibile vedere un panorama mozzafiato della città con tutte le sue luci e meraviglie.

E che dire dei suoi ospiti? La Festa dell’Unicorno può vantare una lista di nominativi non da ridere in questa edizione 2018. Dai doppiatori (Christian Iansate, Davide Pierino, Marco Mete), agli artisti musicali (nomi noti come Cristina D’Avena e i Gem Boys, gli Epica, i Modena City Ramblers, e artisti emergenti come Trovadores de Romagna, Chocobo band, Honey Hime, La famosa squadra g, e Rondeau de Fauvel), fino ad arrivare all’ospite Internazionale Sean Astin che ha sia tenuto un panel (con formule a pagamento) in privato per i suoi fan, che un
pubblico incontro sul palco dove ha risposto a tutte le curiosità postate via instagram.

E’ stato davvero bello e toccante partecipare, anche perché ha dimostrato una grande sensibilità e profondità toccando argomenti di un certo spessore politico (cosa che non ti aspetti ad un comicon) e ha concluso l’incontro chiedendo al pubblico, come ha fatto in precedenza in altri stati in cui si è trovato ospite, di cantare l’inno italiano. Davvero un bel momento.

Forse iniziate a farvi un’idea che il problema principale della Festa dell’Unicorno (oltre al caldo) sia, come visitatori, la mancanza del dono dell’ubiquità. E ne avrete voglia, fidatevi.

Le mie dita sono già stanche nel cercare di raccontarvi tutto, ma andremo avanti, che ancora non è finita. Cosa rende questa Festa diversa da qualunque altra? E intendo, oltre gli spettacoli itineranti, la musica, la sangria, gli ospiti, gli odori, l’atmosfera, Feudalesimo e Libertà, i corni potori da portare al fianco, l’ippocrasso, la porchetta, le installazioni grv, i materiali per i costumi, il lago delle sirene, i giochi dei pirati, i falconieri, l’idromele, i cavalieri in armatura, gli scontri di spade laser, i gundam, le statue, gli unicorni, le escape room, gli altri unicorni…. AAAH scusate, prendo “fiato”. Ma ovviamente, i cosplayer!

La Festa dell’Unicorno è la patria degli Original Cosplay. Tutti possono dare spazio alla propria creatività e mostrare il proprio personaggio senza pregiudizi, e si respira un’aria solidale come difficilmente ho visto altrove, persino durante le due competizioni cosplay, gestite dall’associazione Epicos che anche in questa manifestazione si è distinta per sensibilità ed affidabilità, sempre pronti per le necessità dei partecipanti.

A presentare le gare (sì, al plurale, una il sabato, più rilassata, e l’altra la domenica con la selezione CNC) troviamo Chiara Madonia e l’inossidabile Luca Panzieri, che nonostante la calura e le ascelle commosse, hanno condotto con professionalità e brio senza mai perdere un colpo e tenendo alta l’attenzione del pubblico.

Mi ha enormemente stupito piuttosto trovarmi di fronte alla più numerosa giuria mai vista in vita mia, 8 giurati al sabato e NOVE la domenica: signori, parlo per esperienza diretta avendo gareggiato la domenica, e trovarsi di fronte ad un tavolo così, mette in soggezione. Non so se definirla meglio “commissione d’esami di stato” o “plotone d’esecuzione”!

Ma, nonostante fossero davvero tanti, sono stati sempre gentili e carini nei confronti dei partecipanti. Parte della giuria erano i 3 testimonial ufficiali della Festa dell’Unicorno Tarin Cosplay e Celaena Cosplay (orgoglio siciliano!), e A.Bra Cosplay, che ci hanno tenuto compagnia per tutta la festa dalle loro gigantografie; insieme a loro i 2 ospiti cosplayer internazionali, Jannet Incosplay e Dan Ballestero, e inoltre Ayilin Cosplay, Gaia Giselle, Crystal Emiliani e Enrico Sequi.

Il tenore delle gare è stato alto, specialmente quello della domenica (il commento sentito più spesso è stato “manco fossimo alla finale di Lucca”), ma all’insegna del divertimento e della sana competizione. La Festa si è conclusa con uno spettacolo di fuochi d’artificio a tarda notte per salutare tutti gli ospiti, lasciandomi senza fiato.

Tirando le somme, posso urlare a gran voce a tutti voi lettori, cercate essere presenti alla prossima edizione, perchè fidatevi, non sono riuscita a dire tutto, e dove le parole non arrivano può solo l’esperienza. Il mio voto finale per la Festa dell’Unicorno 2018 è di 5 occhialini nerd con lode.

Dalla vostra Grayfox_001 è tutto e vi ricorda che per rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità e curiosità del mondo nerd il posto è uno solo: Nerd Attack! Alla prossima amici lettori!

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Tutte le foto:

Cosplay e famiglia: l’unione fatta focolare

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Cari lettori, era un po’ che desideravo aprire questa piccola “finestra” nerd. Mostrare il mondo dei cosplayer non come semplici maschere che colorano le fiere, ma persone autentiche fatte di passione, amore verso i personaggi che interpretano e molto altro. In alcuni casi opportunità per creare nuovi legami e, perché no, la nascita di amori e nuove famiglie.

È con gioia che apro il nuovo format con questa fantastica coppia di cosplayer, anzi, tripletta di cosplayer:

Niccolò Bacci, classe ‘87, vincitore assoluto al Modena Nerd 2017, classificato al CNC dello stesso anno con il suo cosplay Garen da League of Legends.

Sara Gulminelli, classe ‘92, vincitrice insieme al suo compagno del premio miglior coppia al Forlive comics e games del 2016 e miglior interpretazione al Pistoia Non Solo Comics 2017 con i loro cosplay di Derek e Odette dall’incantesimo del lago.

E, infine, L’Erede! Già destinato a essere un cosplayer. Classe 2018, ancora non pervenuto, ma attesissimo dalla coppia dei neo genitori e dal suo futuro pubblico. Ma bando alle ciance e conosciamo meglio questa fantastica famiglia.

Foto di Azione Cosplay Prato

Ciao Sara! Ciao Niccolò! Potreste salutare i nostri amici Nerd Attack?

-Sara: Ciao a tuttiiiii!!

-Niccolò: BuOnGiOrNiSSiMoo, KaFFèèèèèèè?!?!11!!!

Wow! Che entusiasmo! Sono questi i nerd che ci piacciono, ma diteci, da quanto tempo fate cosplay?

-N: Allora, sono sempre stato affascinato dal mondo del cosplay anche prima di diventare un cosplayer. Infatti mi sono sempre interessato al cosplay anche nel mio vecchio blog. Mentre la “vestizione” come cosplayer è avvenuta nel Lucca Comics nel 2015 dove mi costruii un original proveniente dal mondo di The Walking Dead: più che un vero e proprio cosplay era più un accozzaglia di vestiti sporcati e resi simil usurati. Il primo vero e proprio cosplay è stato indossato al Lucca Comics & Games 2016: un armatura realizzata completamente a mano da me e la mia compagna, l’armatura di Pegasus (Cavalieri dello Zodiaco, v2 anime).

-S: Anche io ho sempre ammirato il cosplay ed i cosplayer già prima di iniziare a farne parte. Il mio primo costume l’ho fatto e indossato a Lucca Comics & Games 2016, Atena (Cavalieri dello Zodiaco).

Cosa vi ha spinto ad avvicinarvi a questo mondo?

-N: Ho accennato prima ad un blog, ovviamente questo blog parlava di videogame/serie tv/anime (di entertainment in generale), perché fin da quando ero un bimbetto sono sempre stato appassionato a queste cose. Di conseguenza vestire i panni degli eroi con cui sei cresciuto o con cui tuttora cresci è una cosa che mi ha sempre affascinato. Ed ecco, la spinta!

-S: Beh, senza tanto girarci intorno: è stato proprio Niccolò! Lui mi ha dato la spinta necessaria per ingranare la marcia! Senza di lui probabilmente avrei fatto la “semplice” sarta e nulla più. Invece Niccolò mi sprona ogni giorno a dare il meglio di me, sia dal punto di vista sartoriale che “craftivamente” parlando.

Beh, si può dire che voi siete la prova che una forte passione, nonché legame, possa spingere a dare il meglio di noi stessi. Dai, diteci come vi siete conosciuti? È stato subito amore?

-N: Questo è divertente, ah già e con il cosplay non c’entra nulla! Per chi non lo sapesse io sono anche un musicista (rock), e fu in una serata a tema che incontrai Sara. Mi piaceva: me la sono presa, semplice. In genere sono fatto così, se voglio qualcosa provo a prenderla (si fa una grassa risata, ndr.)! Con Sara è andata così, e fortunatamente siamo corrisposti. Vero Sara?

-S: Confermo! Era una serata all’insegna del rock, fuori con le amiche e si avvicina codesto individuo (anche lei ride ricordando quella serata, ndr.). Dopo quella sera siamo usciti insieme ed è sbocciato l’ammorre <3

Esibizione palco al Vinci 2017 con Ivo De Palma

Caspita! il vostro è stato un amore sbocciato a tempo di musica. In barba a tutti quelli che classificano il rock come l’antitesi del romanticismo. E invece, le vostre prime soddisfazioni nel campo del cosplay?

-N: La prima vittoria è qualcosa che non puoi dimenticare, soprattutto se è la seconda gara a cui partecipi! Ok, era una piccola fiera, ma è comunque stata una grande soddisfazione. Insomma quando pensi che tanti fanno gare da tempo e non vincono mai, e te vinci già qualcosa alla seconda, anche se piccolo, la gioia è grande. Poi tutte le altre, ogni vittoria è stata importante per noi. La selezione al CNC, la ricordiamo ancora come se fosse ieri, le lacrime. Cosplay finito nella notte (a dire il vero, nemmeno finito al 100%), boom: selezione aggiudicata. Che gioia. Anche il venir scelti dal pubblico è una grande soddisfazione. Mentre ricordiamo ancora oggi con piacere la gente che a Lucca ci fermava per le foto con Pegasus e Athena, (poi mai riviste come sempre accade), erano i primi cosplay, ci ganzava questa cosa. Anche il fatto che io sia riuscito a recitare con Ivo De Palma sul palco a Vinci per l’evento della festa dell’unicorno è stato grande. Una sorta di Pegasus ufficiale in quell’occasione. Poi ci aggiungo, che la soddisfazione è tanta quando ti chiedono dove hai trovato l’audio del personaggio e te gli dici che ti sei doppiato: like a Boss!

-S: Ha già detto tutto lui… Strano, non è mica logorroico?!

Ma voi nella vita cosa fate?

-N: Io faccio il barista in un bowling (Bowling San Lazzaro –BO-), venite a trovarmi! Tralasciando la pubblicità molesta, sono anche, come accennato, musicista. Poi ovviamente, facciamo i costumi (dato che ora fanno polemica con propmaker etc, diciamo costumi alla brutta) Anzi, venite pure sulla nostra pagina se avete bisogno! Offriamo varie soluzioni per venirvi incontro. (Pubblicità molesta 2.0)

-S:  Sarta, Make Up Artist, grafica e Niccolò dice che so pure cantare ma la mia autostima non mi consente di definirmi cantante.

Foto di Gianni Photo

Sembrate molto i classici supereroi dalla doppia identità. Lavoratori di giorno e giustizieri nella notte. “Sono Batman! Sssssh!” OK, ok, la smetto. Vi va di raccontarci i vostri progetti futuri?

-N: Abbiamo in cantiere qualcosa di grande, ma non posso dire nulla… Scherzo, qualcosa per farvi venire fame la dico! Nella prossima gara a cui parteciperò ci sarà una collaborazione con un altro bravissimo cosplayer, e sono sicuro che sarà qualcosa di leggendario. Ma non vi dico altro, ne quando sarà, ne dove sarà, ne con chi, ne con che cosplay, sorpresa.

-S: In ambito cosplay ci sarà un bel da fare per Niccolò “E NON DICO ALTRO”. Poi del resto pensare alla nostra piccola che tra poco sarà tra noi. Quindi progetto futuro: fare la mamma <3

Eh già cari lettori, come anticipato in precedenza la nostra coppia è in dolce attesa. L’erede: cosplayer purosangue e, quasi sicuramente, vincente per diritto di nascita. Tremate giurie, perché i suoi dolci occhioni vi conquisteranno e farà partire sicuramente un potentissimo coro di “ooooooooh” da tutto il pubblico. Parlando di futuro, quando pensate di iniziare a coinvolgere il vostro piccolo erede in questo colorato mondo?

-N: Io la voglio già portare a questo Lucca: ho già detto tutto. La madre invece…

-S: Certo che sì, ma quando sarà il momento! Questo Lucca avrà 3 mesi, mi sembra un po’ presto!

-N: No. Io la porto ugualmente.

-S: Questo è tutto da vedere.

-N: Già deciso, ho vinto io.

-S: Ggggrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

Calma, calma! Non litigate! C’è ancora tempo per decidere. E proprio perché c’è ancora tempo vi chiedo: quale sarebbe l’insegnamento più importante che vorreste trasmettere?

-N: Non arrendersi mai, aiutare il prossimo e ovviamente essere giusta!

-S: Amare, essere gentili col prossimo ma mai farsi fregare!

Direi che sono i più preziosi insegnamenti da dare. Cambiando argomento, se doveste scegliere un personaggio che vi rappresenta davvero, quale sarebbe?

-N: Generalmente tutti i personaggi che scelgo hanno qualcosa di simile a me, che ritrae il mio carattere, Seiya (Pegasus) forse è quello che mi rappresenta di più, ma se la gioca con Geralt. Diciamo che è una dura lotta. Sara che dice a proposito?

-S: Amore, io dico Pegasus! E senza ombra di dubbio. Attualmente non ho trovato uno specifico personaggio in cui mi vedo: diciamo che sono alla ricerca.

Quali sono le critiche che maggiormente vi sono state rivolte in ambito cosplay?

-N: Di critiche rivolte spesso non ne ho memoria, ma di critiche dette con cattiveria, ricordo il peso. Questa è la critica che più di tutte mi ha spannocchiato le pannocchie, più che altro perché spesso mi chiedo se la gente è idiota o è scema. Per quante soddisfazioni puoi avere arriverà sempre l’imbecille del giorno che ti dovrà offendere in qualche modo per via di quei chili in più, e intendo prenderti in giro, non dirlo in maniera costruttiva. Ma la domanda è, sta gente crede che chi abbia dei chili in più non lo sappia? Boh. Dopo questa parentesi, se ci penso bene, di critiche ne abbiamo sempre prese realmente poche che non saprei. Delle volte anche contrastanti, tipo con Garen, chi dice che devo migliorare sulla fisicità, chi invece dice che la fisicità del videogame c’è.

-S: Maggiormente nessuna e a me personalmente (a parte vari consigli) nemmeno.

Foto di Azione Cosplay Prato

Quale sarebbe il vostro consiglio verso un cosplayer alle prime armi per non scoraggiarsi alle prime critiche?

-N: Per prima cosa di non lasciarsi infettare dai serpenti presenti in questo mondo. Di fare sempre quello che vuole fare, e soprattutto il personaggio che vuole fare! (Ripetitività mode on). E perché no, di crederci, almeno parlo per me. Io c’ho puntato fin dall’inizio, e continuo a puntarci, e in 2 anni abbiamo bruciato tantissime tappe. C’è da dire che più hai alte le aspettatevi più ci resti male, ma è anche vero che più le hai alte, più sei spronato a far meglio! Un’arma a doppio taglio insomma.

-S: Esatto, condivido in pieno quello che ha detto Niccolò!

Vi diranno “Ci stai malissimo”/ “Sei troppo grasso” / “Sei troppo magro” / “L’hai fatto male” / “Che palle i cosplay, ma perché non cresci?! Che sfigato”

FREGATEVENE. Vi piace farlo? Fatelo. Non lasciatevi abbattere da nessuno! Accettate di buon grado le critiche costruttive (quelle dette a modo e con tatto), vi aiuteranno a crescere e a migliorare. Il resto si può anche fottere.

Grazie infinite Niccolò e Sara per aver partecipato a questa intervista. Visitate le loro pagine Facebook e instagram (Diamondust cosplay) se volete vedere i loro lavori e non dimenticate di seguire sempre i Nerd Attack per rimanere aggiornati sulle ultime news! Qui è tutto dalla vostra GrayFox_001. Alla prossima amici nerd.

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Japan Fest: un tuffo nel mondo giapponese

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Il Japan Fest è un evento che si svolge all’interno del chiostro dell’istituto Ardizzone Gioieni di Catania, “in sollievo dei Ciechi indigenti d’ambo i sessi”, adibito per l’occasione per trattare la cultura, letteratura, le arti visive, la musica, lo sport ed altro ancora legati al paese del Sol Levante.
Sappiano i miei lettori, prima di iniziare, che provo un amore viscerale per la cultura nipponica, ma ho cercato di riequilibrare le mie aspettative per fornirvi una visione imparziale.


Non bisogna aspettarsi una grande manifestazione come un Etna Comics o simili, bensì un piccolo sipario sulla scena etnea che si pone l’obiettivo di diffondere e valorizzare costumi e tradizioni di un mondo distante ma in un qualche modo vicino a noi.
Nonostante i piccoli spazi concessi dalla location del Japan Fest il tutto è gestito in modo intelligente: non troverete un gran numero di stand, ma pochi, selezionati, e quasi tutti a tema, e lasciando la maggior parte dello spazio per le attività proposte come ad esempio il kendo, il karate, la cerimonia del tè, il laboratorio di origami, ed altro ancora.
Purtroppo il clima non ha giocato a favore degli organizzatori, con scariche di pioggia che hanno costretto a far slittare gli orari del programma, ma non si sono lasciati scoraggiare e hanno continuato a portare avanti alcune delle attività approfittando dei portici intorno al chiostro e con l’aiuto dei presentatori Silvio Testa, di cui ho un ottimo ricordo avendo avuto occasione di incontrarlo nel corso degli anni in vari eventi e che ha mantenuto alto lo spirito nonostante “il bello della diretta”, e la sua partner Teresa Marchese, che l’ha affiancato egregiamente dimostrando di essere in grado di… tenere Testa (ta-tum-cha!). Il duo ha condotto con brio e simpatia per tutta la giornata di Sabato 5, rendendo palpabile al pubblico la loro passione e professionalità.
Fortunatamente padre tempo è stato clemente le ore successive, rendendo possibile l’utilizzo dell’area palco per le varie esibizioni, come ad esempio la danza kabuki “La fanciulla Airone”: mi ha davvero colpito, anche se personalmente non ho molto gradito il parlato durante la performance, considerando che il teatro kabuki è una tipologia di rappresentazione emozionale, minimalista e per lo più priva del linguaggio verbale, sebbene debba riconoscere il ruolo funzionale per la chiarezza narrativa, considerando che una trascrizione cartacea avrebbe costretto lo spettatore a leggere passo passo per comprendere cosa stava accadendo sul palco, distraendo pesantemente dall’esibizione.

Super ospite di questa 5a edizione del Japan Fest il simpatico mago Keiichi Iwasaki, noto ai più grazie al programma Italia’s Got Talent come prestigiatore umorista. La forza dei suoi spettacoli non sta semplicemente nel trucco in sè, ma nel modo di proporsi al pubblico con una serie di simpatici stereotipi caricaturali su come vengono visti i giapponesi.
Gradita sorpresa a livello personale è stata l’opportunità di gustare, al posto del classico sushi o dei cup noodles, il “bento”, ovvero il celebre pasto assemblabile servito in un vassoio dai bordi alti, onnipresente in anime e film nipponici. Diverse le specialità tra cui poter scegliere, tra cui il riso al curry ed i takoiaki (palline di pastella fritta con un bocconcino di calamaro all’interno). Quel giorno, signori miei, ho realizzato un piccolo sogno culinario, e mi sento in dovere di ringraziare i proprietari dello stand HO BENTO, che presto apriranno i loro punti vendita a Palermo e Catania.
Oltre alle forme di intrattenimento tradizionale, non poteva di certo mancare la parte moderna e cinefila della culura pop giapponese: l’area games con i classici giochi della storia videoludica, e il teatro dove sono state proiettate le pellicole Uzumaki e Gorath a cura dell’associazione Dirty Dozen.

Purtroppo non ho potuto presenziare la domenica del Japan Fest, in concomitanza della ormai immancabile gara cosplay oltre che le svariate attività sopra citate, ma notizie pervenute tramite social hanno sollevato la polemica sulle premiazioni, o meglio, sulle mancate premiazioni avvenute: parrebbe infatti che un cosplayer non è stato considerato valutabile perché avrebbe portato lo stesso soggetto in più di un’occasione vincendo anche, e questo ha scatenato la discussione. Io non posso e non voglio commentare sull’accaduto, non avendo vissuto l’episodio, ma voglio comunque dire la mia su questo argomento. E’ giusto depennare dalla valutazione una rappresentazione cosplay solo per il principio che è già stato presentato altrove e magari ha vinto in più di un’occasione (parliamo del “costume”, non della persona, eh)? Per me no, o per meglio dire non esattamente: diversi infatti sono i parametri di valutazione che portano o meno ad una vittoria in gara, e primo fra tutti ciò che più conta per me è l’interpretazione: senza nulla togliere al talento di costruirsi scenografie complesse come costumi e armature dalla manifattura impeccabile, niente di tutto ciò può sostituire l’interpretazione di un dato personaggio. In fondo è ciò che rende un cosplayer tale, cioè l’interpretare giocando. Tornando alla domanda, se in una data gara si presenta una persona con un dato personaggio portato in più di una occasione a diversi eventi questo non dovrebbe pregiudicare a priori la sua ipotetica valutazione, ma sicuramente in comparazione con concorrenti pari o superiori a lui potrebbe farlo partire svantaggiato. In una ipotetica gara dove l’ipotetico suddetto è visibilmente il migliore tra tutti sotto molti parametri di giudizio, questo non può e non deve portare a una sua “squalifica” solo perchè ha già vinto diverse volte con quel cosplay. Insomma, per farla breve, più meritrocazia e meno politicaly correct. E’ una competizione, e come tale deve essere vissuta senza troppo e palese perbenismo.

La mia valutazione del Japan Fest in occhialini nerd è di 3 e mezzo