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Si è tenuta l’8 gennaio la premiazione dei Golden Globe 2017 a Los Angeles, cerimonia di assegnazione dei premi della stampa estera a Hollywood condotta da Jimmy Fallon. Grande successo per il musical La La Land, di Damien Chazelle che adesso ha un’autostrada a quattro corsie che porta direttamente all’Oscar, si è aggiudicato 7 premi, tra cui miglior commedia, e miglior attore e attrice per i suoi protagonisti Emma Stone e Ryan Gosling.

Il premio come miglior film drammatico è andato a Moonlight, di Barry Jenkins. Eccezionale doppietta per The Crown, lo show targato Netflix di Peter Morgan che racconta primi anni di regno di Elisabetta II è «incoronato» serie drammatica dell’anno e Claire Foy miglior attrice protagonista in un drama.

L’altra grande vincitrice nelle categorie televisive della 74esima edizione dei premi assegnati dalla stampa straniera di Hollywood è Atlanta di Donald Glover, che trionfa come commedia dell’anno e migliore attore protagonista in una serie comedy (andrà in onda su Fox dal 19 gennaio). Mentre Tracee Ellis Ross vince come protagonista per Black-ish. Billy Bob Thornton è il miglior attore in un drama grazie alla strepitosa interpretazione in Goliath di Amazon.

The People V. O.J. Simpson è la miglior miniserie dell’anno e porta a casa anche la statuetta alla miglior attrice protagonista, vinta da Sarah Paulson per il ruolo di Marcia Clark, l’avvocato dell’accusa nel processo per omicidio al campione di football. Premiata pure The Night Manager, che vince nelle categorie di attore protagonista (Tom Hiddleston), attore e attrice non protagonista, Hugh Laurie e Olivia Colman. Fra i grandi snobbati, spiccano Westworld e The Night Of di Hbo e (purtroppo) The Americans, con i due protagonisti Matthew Rhys e Keri Russell che tornano di nuovo a casa a mani vuote.

Niente da fare, nonostante il successo di pubblico, anche per This Is Us, che ha fruttato alla rete generalista Nbc la prima candidatura in dieci anni nella categoria di serie drammatica. Premiata anche Meryl Streep, con il Cecil B. Demille alla carriera dopo trenta nomination e otto statuette. Durante la serata ha colto l’occasione per attaccare, senza mai nominarlo esplicitamente, il presidente eletto Donald Trump.