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È la moda degli ultimi anni. È inutile girarci intorno. Bisogna capire se tutto questo nasce per una mancanza di fantasia o semplicemente la Disney vuole sfruttare, nuovamente, dei brand che sono dei classici ma ormai sopiti, con delle potenzialità ma già “antichi”.

I remake in live action sono una realtà. I primi esperimenti furono La Carica dei 101 diretto da Stephen Herek, con una temibile Glenn Close nei panni di Crudelia. Un buon prodotto il primo. Il secondo abbastanza mediocre.

La vera rivoluzione si ha in questo decennio e probabilmente è tutta colpa di Tim Burton e Johnny Depp. Dei geni prestati al mondo disneyano che hanno riportato in vita il magico universo di Lewis Carroll di Alice. Anche in questo caso, il primo film è stato un successo planetario che ha “costretto” la Disney a lanciare questa nuova moda. Rifare tutti i vecchi cartoni animati in film, con attori in carne e ossa. Come La Carica 101, però, il sequel di Alice è stato deludente.

Il dado ormai era tratto. L’apprendista stregone fu un mezzo flop. Maleficent, dedicato alla strega Malefica de La bella addormentata nel bosco, interpretata da Angelina Jolie, nel 2014 ha confermato che la strada di Alice in Wonderland si poteva percorrere ancora. Successo pazzesco 180 milioni di costo, 758 d’incasso, not bad.

Altro grande classico tornato in vita è Cenerentola, uscito nel 2015 con la regia di Kenneth Branagh. Cast stellare, con Lily James, Richard Madden, Cate Blanchett e Helena Bonham Carter. Storia non modificata, anche se non è stato un enorme successo 95 milioni di budget per 543 di ricavi.

Diversamente, la miglior trasposizione al momento è Il libro della giungla (2016) di Jon Favreau, regista dei primi due Iron Man, che ha miscelato il cartoon Disney del 1967 con temi reali di Kipling: 175 il costo, addirittura 966 l’incasso. Qui probabilmente la casa di Topolino e company realizza di poter sfruttare a piene mani i grandi classici. Arriva La bella e la bestia, un musical dove la Disney sguazza come i vecchi tempi. Qualitativamente non eccezionale ma sicuramente un successo.

Il futuro non sarà molto diverso. Ormai la strada è segnata. Il prossimo anno vedrà tornare al cinema nel suo remake live action Mulan.

Successivamente sarà la volta di Dumbo. Con la regia di Tim Burton. Pausa scenica. E vedrà tra gli attori protagonisti Eva Green, Colin Farrell e Danny DeVito. Altra pausa scenica. La pellicola potrebbe essere realmente fuori di testa e psichedelica.

Ma non finisce qui. Sono in pre-produzione film come Cruella (avete presente Maleficent? Però con Crudelia De Mon), Tink (dedicato a Trilli / Campanellino), Winnie the Pooh (probabilmente un ibrido tra riprese in live action e CGI), Pinocchio, Genies (prequel di Aladdin), Aladdin stesso, La spada nella roccia, Rose Red (sulla sorella di Biancaneve), Peter Pan, La sirenetta, Il re leone, un sequel per Maleficent, un sequel per Il libro della giungla e una nuova versione di James e la pesca gigante.

Insomma. Per il futuro la Disney si tuffa nel passato. In alcuni casi con ottimi risultati raggiunti, in altri con dei flop. Ma la domanda chiave è: non saranno un po’ troppi tutti questi progetti? Perché non si produce più nulla di nuovo?

La Fantasia è finita od ormai la Disney è semplicemente una azienda che deve fare soldi? Quando il motto di Walt, “Se puoi sognarlo, puoi farlo!”, si è trasformato in “Se puoi fare soldi facili, devi farli”?

Francesco Tarantino

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