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È andato tutto come doveva andare. Gli Oscar 2016 non hanno sorpreso molto, tranne probabilmente nella categoria miglior film con exploit de “Il caso Spotlight” che si porta a casa anche la statuetta come Miglior Sceneggiatura Originale. Un cast di primo ordine come Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams e Liev Schreiber diretti da Tom McCarthy.

Il caso Spotlight narra le vicende reali venute a galla dopo l’indagine del quotidiano The Boston Globe sull’arcivescovo Bernard Francis Law, accusato di aver coperto alcuni casi di pedofilia avvenuti in diverse parrocchie. L’indagine valse il Premio Pulitzer di pubblico servizio al quotidiano nel 2003 e aprì a numerose indagini sui casi di pedofilia all’interno della Chiesa cattolica.

Per quanto riguarda gli attori tutto si è svolto secondo i piani: Leonardo DiCaprio ha finalmente vinto l’Oscar come miglior attore protagonista per la sua interpretazione per The Reverant – Redivivo dopo averlo rincorso per troppo tempo: giusto che sia così anche se il rischio di perderlo per l’ennesima molta è stato molto alto (citofonare Eddie Redmayne che con il suo The Danish Girl ha insinuato il dubbio in molti).


Il film che ha portato più statuette a casa è stato Mad Max: Fury Road (6 su 10 nomination) che ha fatto man bassa di tutti quei premi spesso definiti tecnici (montaggio, scenografia, costumi, trucco e acconciature, sonoro e montaggio sonoro).

The Reverant, oltre a quello di DiCaprio, porta a casa l’Oscar per miglior fotografia e miglior regia conAlejandro Iñárritu che fa doppietta, dopo aver vinto anche l’anno scorso con Birdman.

Brie Larson ha convinto tutti con il sua interpretazione in The Room, come anche Alicia Vikander in The Danish Girl. Sorpresa, ma neanche tanto grande, per l’Oscar a Mark Rylance per Il ponte delle spie per la categoria miglior attore non protagonista che vedeva candidati anche Christian Bale (La grande scommessa), Tom Hardy (Revenant), Mark Ruffalo (Spotlight) e Sylvester Stallone (Creed).

I premi per le migliori sceneggiature sono andati rispettivamente a Spotlight e La grande scommessa. Molto scontato il premio per Inside Out come miglior film d’animazione come prevedibile quello per migliori effetti speciali al film Ex Machina.

Merita un capitolo a parte l’eccezionale Oscar per il Maestro Ennio Morricone. È da sottolineare che questo è il primo Oscar vinto per una sua opera (era già stato premiato nel 2007 con l’Oscar alla carriera). Corteggiato da tantissimo tempo dal regista Quentin Tarantino, Morricone ha finalmente acconsentito alla realizzazione di una colonna sonora per un film dell’eccentrico Tarantino: The Hateful Eight. Film western ma con sfumatura thriller-giallo, The Hateful Eight porta nei cinema americani la potenza e la creatività del Maestro che viene accolto sul palco del Dolby Theatre di Hollywood da una standing ovation più che meritata. Morricone stabilisce anche un nuovo record per gli Academy: è la persona più anziana ad aver mai vinto un Oscar (87 anni).  Dopo aver ringraziato il proprio collega John Williams (anche lui candidato nella stessa categoria e vero mostro sacro delle colonne sonore che ha firmato capolavori come Star Wars, Indiana Jones, Jurassic Park e Schindler’s List), il Maestro Morricone, visibilmente commosso, ha dedicato la statuetta alla moglie Maria. Per noi Nerd è ovviamente il vincitore della serata, rendendo orgogliosi noi tutti gli italiani.