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Il Romics si è presentato con una buona distribuzione degli stand in aree tematiche in base al padiglione in cui erano collocati, ed una gradevole cordialità da parte degli standisti in generale. Il percorso tra un padiglione e l’altro era dedicato alle aree ristoro, con ampia libertà di scelta visti i moltissimi stand gastronomici, mentre altri erano presenti all’interno dei padiglioni stessi. Una caratteristica particolare è la “passerella”, ovvero un percorso sopraelevato che unisce tutti i padiglioni tra loro, che, nel corso dell’evento, è diventato punto di ritrovo e di sfilata di cosplayers.

Il padiglione delle esposizioni contava una mostra di tavole di Tsukasa Hojo e Massimo Rotundo, che sono stati ospiti di punta della convention insieme all’attore Martin Freeman. Purtroppo non ho avuto modo di vedere nessuno dei tre.
Numerose le proiezioni, sia di trailer che di episodi interi di anime (ad esempio quelli di Hojo, o di vari titoli importati dalla Dynit – Hurricane Polymar, Fate/Stay night, ecc ecc).
Notevole la presenza di stand di nuove e vecchie realtà editoriali, sia nell’ambito dei libri che dei fumetti.
Poca varietà invece dal punto di vista dei negozi presenti che vendevano articoli spesso ridondanti e di facile reperibilità. Purtroppo o per fortuna, ormai è la prassi.

Non c’era una “Artist Alley” e cercare i vari autori e fumettisti tra gli stand, sebbene quasi obbligasse a fruire dell’intera fiera, è stato abbastanza faticoso e difficile.
Passando alle note dolenti, invece, abbiamo notato come la passerella di cui sopra sia stata sede di diversi gruppi di fruitori della fiera, diciamo, di stampo “poco nerd”, con gruppetti di ragazzini che si aggiravano a petto nudo con la scritta “free tutto” addosso, rapper che intonavano le proprie canzoni contro le ragazze che incontravano, eccetera eccetera. Abbiamo saputo anche di una rissa, o comunque un incidente, tra “fotografi” poco garbati. Insomma, ‘a fiera de’ coatti dal punto di vista del pubblico.

Riguardo l’organizzazione, abbiamo saputo di problemi con l’incontro con Martin Freeman ma, non avendone preso parte, non me la sento di approfondire la cosa.
Invece, vorrei parlare dei problemi “tecnici” che sono sorti in regia nel corso della più lunga gara cosplay a cui abbia assistito in vita mia.

Intanto, ogni esibizione cosplay era intervallata dalla sfilata ed esibizione di un’altra competizione, quella per body painters, ed entrambe le competizioni avevano un discreto numero di partecipanti.
La regia ha più volte confuso, smarrito, mandato male le tracce audio dei partecipanti, a volte costringendoli a tornare sul palco dopo per ricominciare, e anche in quei casi, non dando quasi il tempo di arrivare in posizione.
Questi problemi sono sorti inizialmente: il pubblico, infatti, non ha protestato più di tanto dato che è “il bello della diretta”, ma il ripetersi sistematico dei problemi ci ha lasciato di stucco.
Purtroppo, la gara cosplay si è chiusa con contestazioni sotto palco da parte dei parenti di alcuni partecipanti, non siamo riusciti a vedere come sia andata a finire, poiché la cosa si è protratta per le lunghe, ma indubbiamente è stato qualcosa che ha lasciato un segno e non in positivo.

Facendo un riepilogo generale sulla manifestazione, il mio voto finale è 2 occhialini nerd e mezzo.